Addio Sistri, arriva il Registro

Nasce il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti con uno spettro molto più ampio del soppresso Sistri di soggetti obbligati a utilizzarlo e promette la progressiva partecipazione di tutti gli operatori. Il neo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti istituito dalla legge di conversione del DL Semplificazioni approvata in via definitiva il 7 febbraio 2019, acquisterà però operatività solo attraverso un futuro regolamento del Ministero dell’ Ambiente.

L’assetto del nuovo sistema di tracciabilità
La legge di conversione del DL 135/2018 si limita a creare il neo Registro e a individuare i soggetti obbligati a iscriversi, delegando a un successivo decreto del Ministero dell’Ambiente la definizione delle regole su organizzazione e funzionamento del sistema, tempistiche e modalità di iscrizione, oneri economici e adempimenti a carico degli aderenti nonché sanzioni (amministrative e pecuniarie) per la violazione delle suddette regole. La nuova legge conferma il principio già previsto dal testo originario del DL 135/2018 per cui il Registro è «gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente». Sulla possibile organizzazione del nuovo sistema è utile ricordare come già dalle relazioni tecniche di accompagnamento del DDL di conversione del DL 135/18 emergeva l’ipotesi di una architettura a tre elementi coincidenti con:

  1. una struttura ministeriale che sovrintende alla stesura delle norme e ne vigila l’applicazione;
  2. una struttura di assistenza e interfaccia con le imprese;
  3. una struttura informatica.

I soggetti interessati
Il novero dei soggetti obbligati, più ampio di quello dell’abrogato Sistri, comprende i seguenti operatori:

  1. enti e imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti;
  2. produttori di rifiuti pericolosi;
  3. enti e imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale;
  4. commercianti e intermediari di «pericolosi»;
  5. consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;
  6. infine (come recita la neo legge) «con riferimento ai rifiuti non pericolosi, i soggetti di cui all’articolo 189, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile le 2006, n. 152».

Tale ultima previsione non è però priva di ambiguità. Infatti, nella logica della neo legge il riferimento dovrebbe essere all’articolo 189, comma 3 del Codice ambiente tale nella versione precedente al DLgs 205/2010 sul Sistri (poi ché è stata confermata l’abrogazione delle disposizioni del 2010); in base a tale versione, i soggetti obbligati appaiono le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g), ossia i soggetti che generano rifiuti da lavorazioni industriali, artigianali, da attività di recupero smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi. Interpretazione contrapposta a quella che emerge invece dalla documentazione di accompagnamento della legge di conversione del DL 135/2018, per la quale il riferimento ai «soggetti di cui all’articolo 189, comma 3» deve essere fatto ai Comuni, loro Consorzi e comunità montane, ossia ai soggetti contemplati dalla versione dell’articolo 189, comma 3 del DLgs 152/2006 posteriore al DLgs 205/2010. I soggetti obbligati ad aderire al neo Registro non esauriscono comunque la platea dei soggetti interessati dal nuovo sistema. La legge istitutiva affida infatti al Ministero dell’Ambiente anche la definizione delle regole per l’iscrizione al neo Registro di «coloro che intendono volontariamente aderirvi, i quali potranno dunque scegliere se restare nel tradizionale sistema di tracciabilità o passare al neo meccanismo elettronico».

Iscrizione e pagamenti
L’iscrizione al Registro da parte dei soggetti obbligati dovrà avvenire entro il termine individuato dal decreto regolamentare del Ministero dell’Ambiente. L’iscrizione, precisa la neo legge, comporta (anche per soggetti che vi aderiscono a titolo volontario) il versamento di un diritto di segreteria e di un contributo annuale finalizzato ad assicurare l’integrale copertura dei costi di funzionamento del sistema. Importi dovuti e modalità di versamento saranno stabilite dallo stesso DM e oggetto di aggiornamento triennale.

Le vicende del regime tradizionale
La legge di conversione del DL 135/2018 conferma il sistema costituito dalla triade registri/formulario/Mud quale unico regime attualmente utilizzabile per soddisfare la tracciabilità dei rifiuti da parte di tutti i soggetti ad essa obbligati. Stabilisce ora il testo consolidato del decreto che a partire dall’1/1/2019 e «fino al termine di piena operatività del Registro elettronico» il tracciamento dei rifiuti continuerà ad essere soddisfatto con l’adempimento degli obblighi ex articoli 189 (Mud), 190 (registri di carico e scarico), 193 (formulario di trasporto) e 188 (sul connesso regime di responsabilità) del DLgs 152/2006 come previsti dal testo previgente alle modifiche apportate dal citato DLgs 205/2010. Confermata la possibilità di ricorrere alle attuali modalità informatiche stabilite dall’art. 194-bis del DLgs 152/2006 (tenuta in formato digitale di registri e formulario, trasmissione tramite Pec della quarta copia di quest’ultimo). Alle violazioni si applicherà l’ordinario sistema sanzionatorio previsto dall’art 258, DLgs 152/2006, sempre nella versione pre-Sistri. A mente dell’attuale assetto normativo, dunque, una volta in piena operatività il Registro elettronico, i soggetti obbligati ad aderirvi soddisferanno gli oneri di tracciabilità dei rifiuti adempiendo alle nuove future norme regolamentari, mentre i soggetti che avendo facoltà di scelta resteranno nel sistema tradizionale continueranno secondo le relative regole.

Il nuovo registro elettronico nazionale

E' il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti istituito dalla legge di conversione del dl 135/2018

Il Registro:

  1. è gestito direttamente dal MinAmbiente;
  2. sarà disciplinato da decreto con cui il Dicastero detterà regole su organizzazione, funzionamento, modalità di iscrizione, adempimenti e oneri economici degli operatori, sanzioni.

Sono obbligati a iscriversi:

  1. enti/imprese che effettuano trattamento rifiuti;
  2. produttori di rifiuti pericolosi;
  3. enti/imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale;
  4. commercianti/intermediari di rifiuti pericolosi;
  5. Consorzi istituiti di recupero e riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;
  6. con riferimento ai rifiuti non pericolosi, i soggetti ex 189, comma 3, dlgs 152/2006

L'iscrizione dei soggetti obbligati dovrà avvenire entro i termini definiti dal dm Ambiente

Articolo tratto da ItaliaOggi

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