L’avvocato ai margini del Gdpr

Gli avvocati non devono essere nominati responsabili esterni del trattamento. Anche a seguito dell’applicazione del regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679, con riferimento all’attività forense, il rapporto con il cliente non è da inquadrare come rapporto tra titolare del trattamento (il cliente) e responsabile esterno del trattamento (avvocato). Siamo di fronte a due titolari del trattamento. Il principio desumibile dalla elaborazione dei garanti europei, già riuniti nel gruppo di lavoro “Articolo 29” (noti come WP29). In particolare il parere n. 1/2010 di questo organismo, che ha ormai chiuso i battenti (sostituito dal Comitato europeo per la protezione dei dati), si occupa proprio di individuare in concreto la figura del titolare del trattamento (data controller) rispetto alla figura del responsabile del trattamento (data processor).
Nella elaborazione di questo parere troviamo anche alcuni significativi esempi. Uno di questi riguarda gli avvocati. All’esempio è premessa una considerazione di carattere generale, secondo la quale alcuni criteri possono aiutare a determinare la qualifica dei vari soggetti implicati; tra questi criteri si indicano le “conoscenze specializzate delle parti: in certi casi, il ruolo tradizionale e la competenza professionale del fornitore di servizi svolgono un ruolo predominante che può far scattare la qualifica di titolare del trattamento (controller)”.
Nel parere 1/2010 si prende il caso dell’avvocato, che rappresenta un suo cliente davanti al giudice, e nell’ambito di tale funzione tratta dati personali collegati al caso del cliente. La base legale per poter utilizzare le informazioni necessarie è il mandato del cliente. Tale mandato, tuttavia, aggiunge il parere 1/2010, non verte sul trattamento di dati bensì sulla rappresentanza in giudizio, attività per la quale queste professioni hanno tradizionalmente la propria base legale. Tali professioni, conclude l’esempio del WP29, devono quindi essere considerate come “titolari del trattamento” indipendenti per quanto riguarda il trattamento dei dati svolto nell’ambito della rappresentanza legale del cliente. Per fare delle considerazioni di carattere operativo, relativamente all’applicazione del regolamento europeo 2016/679, come si è notato i garanti europei hanno inquadrato nell’ambito della titolarità del trattamento l’attività dell’avvocato, enfatizzando l’autonomia di un soggetto, tra l’altro, tenuto a vincoli di segretezza. Tutto ciò motiva una sua configurazione come titolare del trattamento rispetto al cliente. In considerazione di ciò, seppure nelle more di chiarimenti e anche di eventuali smentite che dovessero arrivare dalle autorità di controllo, appare corretto esonerare il professionista legale dall’obbligo di stipulare un contratto di responsabile esterno del trattamento ogni volta che riceve la procura per la rappresentanza e difesa in giudizio; da ciò discende anche il fatto che l’avvocato non sarà tenuto a redigere un registro del trattamento quale responsabile trattamento per ciascuno dei clienti, che gli abbia conferito o gli conferisca l’incarico per la rappresentanza e difesa in una vertenza giudiziaria.

Articolo tratto da ItaliaOggi

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