Buone pratiche per il benessere lavorativo da Inail

La forza lavoro europea sta progressivamente invecchiando ed entro il 2030 in molti paesi le persone di età compresa tra 55 e 64 anni costituiranno almeno il 30% dei lavoratori.
In questa situazione gli elementi cruciali per “garantire la sostenibilità del lavoro a tutte le età, attraverso un approccio che cominci ben prima dell’età matura” – come abbiamo appreso anche attraverso la campagna europea 2016-2017 “ Ambienti di lavoro sani e sicuri ad ogni età” – sono “l’adattamento degli ambienti lavorativi alle singole capacità, competenze e allo stato di salute delle persone, l’utilizzo delle nuove tecnologie a supporto dei lavoratori, la tutela della salute e della sicurezza nonché le politiche per la formazione continua e per la promozione del benessere lavorativo”.
A sottolinearlo – ricordandoci che l’invecchiamento della popolazione lavorativa “non rappresenta solo una sfida, bensì una opportunità in termini di trasferimento di conoscenze ed esperienze” – è una nuova pubblicazione realizzata sul tema dall’Inail attraverso il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (Cug).
Il benessere lavorativo ad ogni età
Partendo dalla situazione della popolazione lavorativa in Inail (“quasi il 60% del personale Inail, con contratto a tempo indeterminato, ha raggiunto i 50 anni di età e solo lo 0,8% ha meno di 35 anni”) è stato dunque realizzato il documento “Il benessere lavorativo ad ogni età. Le buone pratiche Inail” con l’obiettivo di “diffondere informazioni di base sui cambiamenti dovuti all’età – che agiscono non solo sulle capacità individuali ma anche sul livello di qualità dell’esecuzione del proprio lavoro – nonché definire le dimensioni chiave per una corretta gestione dell’età nei luoghi di lavoro e illustrare le buone pratiche sviluppate dall’Inail per garantire benessere lavorativo a tutti i lavoratori di tutte le età”.

I cambiamenti dovuti all’età e la loro rilevanza per il lavoro
Nel documento si segnala che con l’invecchiamento il nostro organismo “subisce dei cambiamenti psicofisici che possono ridurre l’abilità a svolgere alcune attività lavorative o aumentare la suscettibilità ad alcuni fattori di rischio lavorativo o creare condizioni che aumentano il rischio di infortunio”. Ed è lo stesso D.Lgs. 81/2008 a mettere in evidenza l’importanza di tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori tenendo conto anche delle differenze legate al genere, all’età e alla provenienza geografica. E il Testo Unico “prevede, inoltre, che il datore di lavoro debba prendere in considerazione questi cambiamenti nel valutare i rischi (art. 28), nell’assegnare i compiti lavorativi (art. 18) e nell’individuare le eventuali necessarie modifiche dell’ambiente di lavoro”.

Ricordiamo, in conclusione, che il documento Inail riporta ulteriori ed utili specchietti riassuntivi con indicazioni sui cambiamenti relativi all’apparato uditivo, muscoloscheletrico ecc .

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura integrale del documento !

Benessere lavorativo ad ogni età

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