Buone pratiche per l’accesso e il lavoro in spazi confinati

Riprendiamo l’articolo sulle buone pratiche di lavoro da applicare negli spazi confinati e iniziamo a vedere di seguito tutte le buone regole da seguire. Ricordiamo l’elenco completo delle buone pratiche spiegate nell’articolo:

  1. Valutazione dei rischi per gli spazi confinati;
  2. Assegnazione dei compiti;
  3. Procedura e Permesso di lavoro;
  4. Modalità d’accesso;
  5. Ventilazione;
  6. Controllo della qualità dell’aria;
  7. Idoneità, addestramento e formazione del personale;
  8. Organizzazione e gestione dell’emergenza.

1. Valutazione dei rischi per gli spazi confinati

Le buone pratiche, riguardanti la valutazione dei rischi, sono le seguenti:

  1. Avere disponibile un elenco aggiornato delle norme di legge e regolamentari applicabili
  2. Sottoporre a revisione, almeno una volta l’anno, l’elenco delle norme di legge e regolamentari applicabili.
  3. Avere disponibile un elenco aggiornato di Linee Guida o Buone Prassi elaborate da enti internazionali (OSHA, NIOSH, HSE, INRS, ecc.).
  4. Identificare tutti gli spazi confinati presenti nel sito.
  5. Mantenere sempre aggiornato l’elenco di tutti gli spazi confinati con i pericoli potenziali ad essi associati.
  6. Effettuare una valutazione dei rischi per tutti gli spazi confinati identificati.
  7. Riesaminare preventivamente le valutazione dei rischi per ciascun spazio confinato ogni qualvolta l’azienda decide di modificare i processi lavorativi e/o introdurre nuove tecnologie, attrezzature di lavoro, ecc..
  8. Mantenere aggiornato l’elenco nominativo con le relative funzioni del personale autorizzato ad eseguire lavori all’interno di uno spazio confinato.
  9. Segnalare gli spazi confinati con appositi cartelli permanenti, in tutte le lingue dei lavoratori presenti (dipendenti ed appaltatori), apposti sulle entrate degli stessi.
  10. Controllare periodicamente lo stato di conservazione dei cartelli affinché gli stessi rimangano perfettamente identificabili, distinguibili e leggibili.

2. Assegnazione dei compiti

In questo caso è necessario individuare preventivamente:

  1. Le persone che accederanno e cioè i soggetti addestrati ed autorizzati dalla direzione aziendale/funzione/stabilimento ad accedere ad un ambiente confinato.
  2. I sorveglianti e cioè i soggetti addestrati ed autorizzati dalla direzione aziendale/funzione/stabilimento a sorvegliare il personale che accede negli spazi confinati oltre che nelle zone immediatamente circostanti.
  3. I supervisori ai lavori e cioè i soggetti addestrati ed autorizzati dalla direzione aziendale/funzione/stabilimento ad autorizzare l’accesso agli spazi confinati ed a verificare che gli accessi a detti ambienti siano condotti in conformità a tutte le norme e le procedure applicabili.
  4. Gli addetti al soccorso e cioè i soggetti addestrati ed autorizzati dalla direzione aziendale/funzione/stabilimento ad effettuare operazioni di soccorso nel contesto di spazi confinati.

3. Procedura e Permesso di Lavoro

Le buone pratiche al riguardo prevedono che tutti i singoli punti di accesso agli spazi confinati, devono essere dotati, ove tecnicamente fattibile, di sistemi (serrature, sigillature, viti di sicurezza, ecc.) che ne limitino l’accesso ai soli soggetti autorizzati. Avere disponibile una procedura autorizzativa (ad esempio attraverso un permesso di lavoro) per controllare, monitorare e documentare l’accesso e le attività lavorative condotte in uno spazio confinato. Il Permesso di Lavoro deve contenere in particolare almeno le seguenti informazioni:

  1. data, ora, luogo esatto e durata dell’accesso;
  2. descrizione della lavorazione da eseguire;
  3. identificazione delle figure che autorizzano, sorvegliano, mettono in opera le misure di prevenzione e protezione, ecc., per l’esecuzione dei lavori;
  4. controlli di sicurezza necessari e attuati (per esempio, isolamento delle fonti energetiche, blocco delle linee, fornitura di attrezzature di sicurezza, ecc.);
  5. verifica dell’assenza di potenziali condizioni pericolose riconosciute per lo spazio confinato compresi i livelli di base di ossigeno, vapori infiammabili e gas tossici/asfissianti;
  6. tipologia dei mezzi di comunicazione tra i soggetti che accedono e il sorvegliante;
  7. servizi di soccorso, piano di soccorso e attrezzature richieste e rese disponibili;
  8. verifica controfirmata dai soggetti che accedono, dal sorvegliante e dal supervisore agli accessi;
  9. che quanto descritto (nei punti precedenti) è stato effettivamente eseguito e verificato;
  10. durata dell’autorizzazione (non superiore a 1 turno di lavoro).

Il Permesso di Lavoro per l’accesso deve essere sempre compilato e completato prima di effettuare l’accesso allo spazio confinato. Copia del Permesso di Lavoro deve essere affissa all’ingresso dello spazio confinato o nelle sue immediate adiacenze per tutta la durata della lavorazione. Tutte le operazioni di taglio, saldatura e le altre lavorazioni “a caldo”, eseguite nello spazio confinato, devono essere effettuate previa specifica autorizzazione con Permesso di Lavoro.

Le procedure per le lavorazioni “a caldo”, devono prevedere misure adeguate per prevenire i pericoli derivanti da:

  • presenza ed utilizzo di bombole di gas compresso;
  • presenza di condutture di gas e relativi sistemi d’erogazione;
  • esecuzione di saldature o di taglio o di altre lavorazioni.

Le buone pratiche prevedono che venga emesso un nuovo Permesso di Lavoro per l’accesso allo spazio confinato ogni qualvolta che:

  • l’attività di lavoro da condurre nello spazio confinato non è identificata dall’autorizzazione originale;
  • il personale coinvolto nell’accesso non è incluso nell’autorizzazione originale;
  • il lavoro si interrompe o è differito di oltre 30 minuti;
  • il lavoro si estende al turno di notte;
  • le condizioni nello spazio confinato cambiano o possono essere influenzate da attività o condizioni nei suoi pressi.

I permessi di lavoro devono essere archiviati, anche digitalmente, per almeno un anno.

4. Accesso agli spazi confinati

Il personale che accede, i sorveglianti, i supervisori e gli addetti al soccorso devono essere informati e consci che è loro responsabilità applicare e far rispettare le norme e le procedure di sicurezza e salute per l’accesso in spazi confinati. Prima dell’accesso devono essere eseguiti controlli al fine di prevenire potenziali pericoli associati con lo spazio confinato quali:

  1. l’isolamento di tutte le energie pericolose (tutte le fonti energetiche devono essere isolate, utensili elettrici e sorgenti luminose ecc.);
  2. il blocco e il “drenaggio” delle sostanze chimiche pericolose e dei gas, anche con applicazione procedura “Lockout – Tagout”;
  3. lo svuotamento e la pulizia dello spazio confinato e dell’area di lavoro posta nelle immediate vicinanze;
  4. i rischi di cadute (utilizzare un dispositivo di sollevamento meccanico per calare/recuperare gli accedenti da ambienti confinati verticali di dimensione superiore ai 2 metri in profondità).

Devono essere costantemente utilizzati dal personale accedente sia il vestiario che i DPI necessari per eseguire il lavoro nello spazio confinato.

Devono essere individuati, resi disponibili e testati prima dell’uso i mezzi di comunicazione (tra gli accedenti e il sorvegliante, tra il sorvegliante e gli addetti al soccorso).

Deve essere tassativamente rispettata la norma di non autorizzare mai l’accesso dei lavoratori a spazi confinati senza un’autorizzazione compilata, in assenza di un sorvegliante e delle istruzioni per il recupero degli accedenti in caso d’emergenza.

I compiti del sorvegliante per l’accesso ad uno spazio confinato devono essere definiti con chiarezza visto il ruolo nodale ricoperto da questo soggetto e cioè:

  1. il divieto assoluto di entrare nello spazio confinato anche in caso d’emergenza;
  2. mantenere un contatto costante ed efficace con gli accedenti e conservare un conteggio accurato degli accedenti effettivamente presenti nello spazio confinato;
  3. rimanere nei pressi dell’entrata dello spazio confinato sino a che l’accesso sia stato completato, o avvicendato da un altro sorvegliante addestrato;
  4. sorvegliare le attività all’interno e all’esterno dello spazio confinato per valutare il grado di sicurezza della permanenza degli accedenti (incluso il monitoraggio atmosferico quando si dimostra necessario);
  5. impedire l’accesso di personale non autorizzato nello spazio confinato;
  6. impedire lo svolgimento di attività nei pressi dell’entrata che potrebbero mettere in pericolo gli accedenti;
  7. ordinare agli accedenti di lasciare immediatamente lo spazio confinato qualora rilevasse una qualunque condizione che violi i requisiti del Permesso di Lavoro;
  8. far abbandonare lo spazio confinato agli accedenti che adottano comportamenti pericolosi o non rispettano quanto previsto a loro carico nel Permesso di Lavoro;
  9. ordinare agli accedenti di lasciare immediatamente lo spazio confinato qualora rilevasse una situazione all’esterno dell’ambiente confinato che può mettere a rischio gli accedenti operanti all’interno dello spazio confinato;
  10. sospendere i lavori e far abbandonare agli accedenti lo spazio confinato qualora non fosse più in grado di eseguire in modo efficace e sicuro tutti i propri compiti;
  11. dare il via a operazioni di soccorso e procedure di emergenza non appena comprendesse che gli accedenti devono essere prelevati dall’ambiente.

prossimamente i dettagli sugli ultimi quattro punti…

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