Controllo a distanza, serve la valutazione dei rischi

I controlli a distanza
I chiarimenti riguardo il divieto, previsto dall’art. 4 dello Statuto dei lavoratori (legge n. 300/1970), dei cosiddetti “controlli a distanza” dei lavoratori, in virtù del quale è vietato far “uso di impianti audiovisivi e di altri strumenti che abbiano quale finalità esclusiva il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori”. Quando l’istallazione di impianti e altra strumentazione non ha questa finalità, ma dal loro utilizzo può comunque derivare un controllo dei lavoratori, la stessa norma (art. 4) prevede le possibilità mediante le quali al datore di lavoro può essere concessa comunque la predetta installazione di impianti o altri strumenti.
La prima possibilità è la procedura di tipo sindacale, ossia con la sottoscrizione di una specifica intesa tra azienda e sindacati (rappresentanze sindacali). Se l’accordo sindacale non è raggiunto, l’azienda può fare ricorso a un’autorizzazione ministeriale. Valgono due eccezioni per le quali non è richiesto né l’accordo sindacale né l’autorizzazione: per l’adozione di strumenti utilizzati dal lavoratore al fine di prestare attività lavorativa (si pensi al computer) e per l’adozione di strumentazione per la registrazione di entrate e uscite.
Impiandi di “sicurezza”
Con la nota prot. n. 302/2018 in esame, l’Inl affronta il caso specifico di richieste di rilascio di provvedimenti autorizzativi, ai sensi del predetto art. 4 della legge n. 300/1970, motivati da generiche esigenze di “sicurezza del lavoro”, sollecitato da richieste di chiarimenti da parte degli uffici territoriali.
In primo luogo, l’Ispettorato nazionale sottolinea che l’oggetto dell’attività valutativa, in fase istruttoria del provvedimento di autorizzazione, deve consistere in un analitico esame di tutte le motivazioni che giustificano e che legittimano l’utilizzo di strumenti dai quali derivi la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, nonché della correlazione tra le modalità di impiego degli strumenti che si vogliono istallare e le finalità dichiarate. Pertanto, aggiunge l’Inl, nel caso di richieste di autorizzazione legate a esigenze di “sicurezza del lavoro” è necessario che siano puntualmente evidenziate le motivazioni di natura prevenzionistica che sono alla base dell’istallazione degli impianti audiovisivi e altri strumenti di potenziale controllo a distanza dei lavoratori purché le motivazioni siano adeguatamente corredate da un’apposita documentazione di supporto. Più specificatamente, l’Inl precisa che è necessario che “le affermate necessità legate alla sicurezza del lavoro trovino adeguato riscontro nell’attività di valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro e formalizzata nell’apposito documento (Dvr)”.
Di conseguenza, le istanze di autorizzazione all’istallazione di impianti di controllo per esigenze di “sicurezza del lavoro”, formulate alle sedi territoriali dell’ispettorato ovvero all’ispettorato nazionale (imprese plurilocalizzate), andranno sempre corredate dagli estratti del documento di valutazione dei rischi dei quali risulti, in stretta connessione teleologica, che l’istallazione di strumenti di controllo a distanza è misura necessaria e adeguata per ridurre i rischi di salute e sicurezza cui sono esposti i lavoratori.

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura della nota!

Controlli a distanza per sicurezza sul lavoro – autorizzazione e valutazione dei rischi (DVR)
Articolo tratto da ItaliaOggi

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