Adeguamento continuo del Documento di Valutazione dei Rischi

Con riferimento alla disposizione di legge di cui all’art. 29 comma 3 del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata e periodicamente aggiornata in relazione a determinati avvenimenti quali:
  1. In occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori;
  2. In relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione;
  3. A seguito di infortuni significativi;
  4. Quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.

Quella che viene riportata e sulla quale si discute nel seguito è una sentenza della Corte di Cassazione la quale dà sostanzialmente una risposta a chi si pone la domanda se l’obbligo dell’adeguamento dell’aggiornamento della valutazione stessa e della rielaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) sussista anche nel verificarsi di altre situazioni diverse da quelle previste dal legislatore. Il DVR, ha infatti precisato la suprema Corte, è uno strumento duttile che deve essere adeguato e attualizzato in relazione ai rischi concreti presenti in azienda e deve essere aggiornato con continuità a quei mutamenti sopravvenuti che possono essere potenzialmente suscettibili di determinare nuove e diverse esposizioni a rischi dei lavoratori.

Il fatto, l’iter giudiziario e il ricorso in cassazione. La Corte di Appello, in riforma della pronuncia assolutoria resa dal Tribunale, appellata dal P.M. e dalla parte civile, ha dichiarato l’amministratore delegato e il direttore generale di una società colpevoli dei reati di lesioni colpose in danno di più persone offese, con violazione delle norme antinfortunistiche, condannandoli, ciascuno, alla pena di un anno di reclusione. Per entrambi, era stata stabilita la pena sospesa e la non menzione della condanna nel casellario giudiziale. Gli imputati erano stati inoltre condannati, in solido, al risarcimento del danno subito dalla parte civile costituita, da liquidarsi in separata sede, con il riconoscimento di una provvisionale immediatamente esecutiva, pari ad 200.000 euro oltre alla refusione delle spese per entrambi i gradi di giudizio. Agli imputati era stato contestato di avere cagionato, per colpa generica e specifica, lesioni personali a tre dipendenti dell’azienda le quali, impiegate nell’attività di cottura di pasti destinati alla refezione scolastica nella struttura aziendale, mediante l’impiego di apposito macchinario a pressione (brasiera multifunzione a gas), in seguito ad errate manovre di utilizzo del macchinario stesso, erano state investite da un imponente getto di calore proveniente dall’acqua in ebollizione, che cagionava loro in varie parti del corpo ustioni che avevano determinato nelle dipendenti stesse una malattia della durata superiore a 40 giorni. In particolare erano stati contestati all’amministratore delegato profili di colpa generica, per negligenza ed imprudenza, nonché, profili di colpa specifica individuati nella violazione dell’art. 17, comma 1, lett. a), del D. Lgs. n. 81/2008 per non avere lo stesso valutato i rischi derivanti dall’impiego dei macchinari agroalimentari multifunzione per la cottura tradizionale o in pressione dei cibi («Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento […]» art.17, comma 1 lett. a), D.Lgs. 81/2008).
Quanto al direttore generale, oltre alla colpa generica, consistita in negligenza e imprudenza, era stata contestata la violazione per non avere adeguatamente informato le dipendenti dei rischi specifici cui erano esposte in relazione all’impiego delle macchine agroalimentari multifunzione per la cottura dei cibi.
Avverso tale sentenza avevano proposto ricorso i rispettivi difensori degli imputati articolando ciascuno diverse motivazioni. In particolare l’amministratore delegato si era lamentato del fatto che la Corte di Appello lo aveva ritenuto erroneamente responsabile per l’omessa valutazione dei rischi conseguenti all’utilizzo dei macchinari di cui alla imputazione in quanto aveva incentrata la sua decisione sulla non delegabilità dell’elaborazione del documento di valutazione dei rischi ad opera del datore di lavoro. La condanna, aveva sostenuto il ricorrente, era stata basata sulla necessità di elaborare o aggiornare il DVR a fronte di un documento già esistente ed elaborato in presenza di una situazione aziendale rimasta invariata. Lo stesso documento, ha aggiunto il ricorrente, era stato già aggiornato in collaborazione con un tecnico per cui lo stesso non era tenuto a provvedere ad un ulteriore aggiornamento. Non era intervenuta inoltre alcuna modifica organizzativa o strutturale dei luoghi di lavoro né era stato segnalato alcun infortunio e, essendo stato il macchinario presso cui era accaduto l’infortunio installato già da diverso tempo i rischi connessi alla sua utilizzazione erano stati già presi in considerazione nel documento di valutazione dei rischi originario. La Corte di Appello inoltre sarebbe incorsa in una errata interpretazione dell’art. 29 del D. Lgs. n. 81/2008 assumendo che la presenza di una sola cuoca in cucina, dovuta al trasferimento del collega in altra sede ed alla contestuale temporanea assenza del cuoco titolare, sarebbe rientrata nella previsione di tale norma, con conseguente obbligo del datore di lavoro di rielaborare il documento di valutazione dei rischi. Tali evenienze, infatti, rappresentando delle modifiche temporanee e non significative, non avrebbero richiesto un aggiornamento del documento di valutazione dei rischi. Con riferimento, inoltre, al cattivo funzionamento dell’apparecchiatura l’amministratore delegato aveva fatto presente che dello stesso era stato informato il direttore generale della struttura che sarebbe dovuto così intervenire per interessare gli addetti alla manutenzione. Con riferimento infine al ridotto numero di personale contestato, l’imputato aveva fatto presente che nel periodo in cui era avvenuto l’incidente il numero di pasti da preparare era notevolmente inferiore, a causa della chiusura delle scuole, sicché, le tre persone presenti in tale periodo erano sufficienti ad attendere alle incombenze necessarie.
La difesa del direttore generale, da parte sua, fra le motivazioni ha sostenuto che lo stesso, all’epoca dell’infortunio, non era deputato ad occuparsi della formazione-informazione delle lavoratrici e che, secondo le prove acquisite nel corso della istruttoria dibattimentale, era risultato che soltanto dopo l’accadimento del fatto erano state rilasciate allo stesso due procure in materia di autocontrollo ai sensi del D. Lgs. n. 193/2007 e di sicurezza sul lavoro ai sensi del D. Lgs. n. 81/2008. La stessa difesa ha sostenuto una violazione dell’art. 18, comma 1, lett. l) in relazione all’art. 37, comma 2, lett. b) e all’art. 299 del D. Lgs. n. 81/2008, nonché dell’art. 27 della Costituzione, nella parte in cui era stata affermata la responsabilità dell’imputato sulla base della mera investitura formale di direttore generale pro-tempore della società.

Le decisioni della Corte di Cassazione. La Corte di Cassazione ha innanzitutto rilevato che il reato ascritto agli imputati è estinto per intervenuta prescrizione. La stessa ha comunque evidenziato come i motivi di ricorso di entrambi gli imputati, sono risultati infondati.
La suprema Corte ha esaminato, in primo luogo, l’aspetto riguardante la legittimità della decisione della Corte di Appello sul punto concernente la posizione di garanzia rivestita dagli imputati, posizione che è stata messa in dubbio dai ricorrenti. Secondo la Cassazione questo aspetto era stato correttamente ed adeguatamente affrontato dalla Corte territoriale nella sentenza nella quale era stato evidenziato che l’amministratore delegato, in qualità di datore di lavoro, aveva il precipuo compito di valutare, con precisione, tutti i rischi ed i fattori di pericolo cui erano esposti i lavoratori in relazione ai compiti loro affidati e di verificare la efficacia del documento di valutazione dei rischi e che il direttore generale, in qualità di responsabile del centro cottura aveva il compito di fornire adeguate informazioni ai lavoratori addetti a quel reparto, in relazione al funzionamento delle macchine ivi esistenti ed ai rischi a cui si esponevano durante il loro impiego, nonché, di attuare una organizzazione del lavoro che tenesse indenne da eventuali infortuni i lavoratori inesperti. Il direttore generale di una struttura aziendale, ha precisato la Sez. IV, è destinatario iure proprio, al pari del datore di lavoro, dei precetti antinfortunistici, indipendentemente dal conferimento di una delega di funzioni. Ciò in quanto, in virtù della posizione apicale ricoperta, assume una posizione di garanzia in materia antinfortunistica a tutela della incolumità e della salute dei lavoratori dipendenti. Nel caso in esame, inoltre, era risultato che lo stesso si recava nel centro “ad organizzare il lavoro della giornata, ad accertarsi di cosa mancasse ed a prendere gli ordini, che ricevesse e visitasse questi ultimi quando non andava personalmente in loco, che parlava con i dipendenti di come organizzare il lavoro e della manutenzione dei macchinari”. Sulla base di tali considerazioni la Corte di Cassazione ha considerate immune da censure le conclusioni alle quali era pervenuta quella territoriale in base alla quale il direttore generale doveva considerarsi destinatario delle norme prevenzionali, al pari del coimputato.
Quanto alla posizione dell’amministratore delegato la suprema Corte ha rammentato che “in tema di prevenzione degli infortuni, il datore di lavoro ha l’obbligo di analizzare e individuare con il massimo grado di specificità, secondo la propria esperienza e la migliore evoluzione della scienza tecnica, tutti i fattori di pericolo concretamente presenti all’interno dell’azienda, avuto riguardo alla casistica concretamente verificabile in relazione alla singola lavorazione o all’ambiente di lavoro, e, all’esito, deve redigere e sottoporre periodicamente ad aggiornamento il documento di valutazione dei rischi previsto dall’art. 28 del D.Lgs. n. 81 del 2008, all’interno del quale è tenuto a indicare le misure precauzionali e i dispositivi di protezione adottati per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori”.
Il fatto che il macchinario presso il quale era accaduto l’infortunio fosse presente nel Centro già da tempo non esonerava da responsabilità il datore di lavoro che aveva assunto tale carica successivamente. Infatti, come aveva correttamente sostenuto la Corte territoriale, da tale momento, il ricorrente diventava titolare in proprio dell’obbligo di adeguata valutazione dei rischi e avrebbe, pertanto, dovuto prevedere i rischi connessi all’uso di tale macchinario nella sua funzione di pentola a pressione ed adottare tutte le misure necessarie ad evitarli. L’assunto difensivo, poi, secondo il quale l’imputato non era tenuto ad aggiornare il documento di valutazione dei rischi, è stato considerato dalla Corte di Cassazione anch’esso destituito di fondamento.
“Il documento in questione”, ha infatti sostenuto la suprema Corte, “è uno strumento duttile, che deve essere adeguato e attualizzato, in relazione ai mutamenti sopravvenuti nell’azienda che sono potenzialmente suscettibili di determinare nuove e diverse esposizioni a rischio dei lavoratori. Sotto questo profilo, la Corte territoriale, ha correttamente applicato i principi stabiliti in materia dalla Corte di legittimità che, in numerose pronunce, ha ribadito che incombe sul datore di lavoro l’onere di provvedere, non solo ad individuare, secondo la propria esperienza e la migliore evoluzione della scienza tecnica, tutti i fattori di pericolo concretamente presenti all’interno dell’azienda, ai fini della redazione del suddetto documento, ma anche di provvedere al suo aggiornamento”.
Quanto, infine, alla lamentela riguardante la mancata contestazione dell’addebito della omessa formazione delle lavoratici, oggetto della condanna, la Sez. IV ha rammentato che in tema di reati colposi, non sussiste la violazione del principio di correlazione tra l’accusa e la sentenza di condanna se la contestazione concerne globalmente la condotta addebitata come colposa, essendo consentito al giudice di aggiungere agli elementi di fatto contestati altri estremi di comportamento colposo o di specificazione della colpa, emergenti dagli atti processuali e, come tali, non sottratti al concreto esercizio del diritto di difesa. Pertanto alla luce di tale consolidato orientamento la Corte di Cassazione non ha ritenuta fondata la censura difensiva riguardante l’addebito, formalmente non contestato all’imputato, della omessa formazione delle lavoratrici.

Articoli correlati

Sull’omessa elaborazione del DVR e l’omessa designazione dell’RSPP
Sono diverse le sentenze della Corte di Cassazione che in questi anni si sono soffermate sulle responsabilità per l’omessa elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) o per carenze...
Scopri di più
Dispositivi di protezione individuale: scelta e uso
Nel valutare le precauzioni per la salute e la sicurezza, i dispositivi di protezione individuale (DPI) rappresentano la soluzione estrema e dovrebbero quindi essere presi in considerazione soltanto dopo tutti...
Scopri di più
Lavoratori anziani: l’approccio ergonomico all’invecchiamento sul lavoro
Partendo dalla considerazione che l’invecchiamento umano si possa considerare un processo complesso che è in relazione con vari aspetti (medici, psicologici, sociali, …), risulta necessario tenere nella dovuta considerazione l’importanza...
Scopri di più
Quali sono i dispositivi da usare per il corretto utilizzo delle PLE?
Alcune attività lavorative, nel comparto edile e industriale, presentano situazioni di rischio per caduta dall’alto. Queste attività rientrano nella definizione di lavori in quota, secondo il D.Lgs 81/08: “Attività lavorativa...
Scopri di più
Il modello 231 deve codificare l’iter per le segnalazioni di illeciti
Gran parte del dibattito sulla nuova legge dedicata al whistleblowing (la 179/2017) è stato polarizzato dalle questioni ideologiche che la legge pone. È arrivato il momento, però, di chiedersi che...
Scopri di più
Macchine e Marcatura CE – Parte 2
Riprendiamo da dove avevamo lasciato (per chi non avesse letto l’articolo precedente invitiamo a farlo cliccando sul seguente link) e passiamo ora a prendere in considerazione due aspetti fondamentali legati...
Scopri di più
Stabili gli infortuni sul lavoro
Poco al di sopra delle 641 mila le denunce di infortuni sul lavoro pervenute all’Inail nel corso del 2017 (una cifra “sostanzialmente in linea” con quella rilevata nel 2016, con...
Scopri di più
Gli infortuni nell’allevamento di bufale
Il comparto dell’agricoltura, che comprende il settore zootecnico, evidenzia ancora oggi, rispetto ad altri comparti, i più alti indici di infortuni. Tra i vari settori, quello bufalino, relativo agli allevamenti...
Scopri di più
Macchine e Marcatura CE – Parte 1
Il quadro normativo Per promuovere il concetto di mercato aperto nell’area economica europea, tutti gli Stati membri sono tenuti ad adottare una legislazione che definisca i requisiti di sicurezza fondamentali...
Scopri di più
La responsabilità dell’amministratore di condominio
Prendiamo in esame una recente sentenza della Corte di Cassazione, relativa alla responsabilità di un amministratore di condominio in occasione di un incendio imputabile all’attività dell’appaltatore. La mancata verifica dell’idoneità...
Scopri di più
Attività di scavo: guida INAIL alla riduzione del rischio
INAIL ha aggiornato la Guida: "Riduzione del rischio nelle attività di scavo" ad uso dei datori di lavoro, responsabili tecnici e committenti. Una nuova edizione che aggiorna quella del 2003,...
Scopri di più
Controllo a distanza, serve la valutazione dei rischi
I controlli a distanza I chiarimenti riguardo il divieto, previsto dall’art. 4 dello Statuto dei lavoratori (legge n. 300/1970), dei cosiddetti “controlli a distanza” dei lavoratori, in virtù del quale...
Scopri di più
Sicurezza, sanzioni più salate
Pene più salate sugli inadempimenti della sicurezza lavoro. Ammende e sanzioni, infatti, sono rivalutati dell’1,9% in relazione alle violazioni commesse dal prossimo 1° luglio. È il secondo aumento quinquennale che...
Scopri di più
Inquinamento indoor: come migliorare la qualità dell’aria nelle abitazioni
La presenza di fonti interne di inquinamento e scarsa ventilazione degli ambienti può portare ad un inquinamento indoor di gran lunga superiore rispetto all’ambiente esterno; tra i principali fattori di...
Scopri di più
La sicurezza e la prima verifica periodica dei carri raccogli frutta
Sono diversi i rischi significativi che sono connessi all’impiego della macchina agricola raccoglifrutta, o carro raccogli frutta, una sorta di piattaforma mobile elevabile che è sempre più diffusa in ambito...
Scopri di più
Reclamo gratuito all’Authority
Se l’istanza di esercizio dei diritti, non va a buon fine, l’interessato può alternativamente rivolgersi al Garante o al tribunale. Nel caso in cui ci si rivolga all’autorità amministrativa, la...
Scopri di più
Adeguamento continuo del Documento di Valutazione dei Rischi
Con riferimento alla disposizione di legge di cui all’art. 29 comma 3 del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata e periodicamente aggiornata in...
Scopri di più
Privacy, imprese in allerta
Il reclamo privacy al Garante è gratis: per far valere i diritti previsti dal regolamento Ue 2016/679 sulla protezione dei dati non si pagano diritti di segreteria. Enti pubblici e...
Scopri di più
Privacy, una tutela facile facile
Il nuovo regolamento europeo sulla privacy, operativo dal 25 maggio, ha certamente reso più semplice la presentazione di un ricorso al Garante. Per un semplice motivo: non si paga nulla....
Scopri di più
Catering: i rischi per i lavoratori
Il cateringè una forma di ristorazione collettiva in forte espansione, che consiste nella distribuzione e nella somministrazione di alimenti di vario genere in luoghi diversi da quello in cui è...
Scopri di più
{"slides_column":"3","slides_scroll":"1","dots":"false","arrows":"true","autoplay":"true","autoplay_interval":"2500","speed":"1200","rtl":"false","loop":"true","design":"design-22"}

Powered by WishList Member - Membership Software

x

Questo sito web utilizza i cookie

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web.

Accetto Declino Centro privacy IMPOSTAZIONI DELLA PRIVACY Cookie Policy
X