L’evoluzione dei dispositivi di sicurezza nelle PLE

Sono trascorsi ormai 17 anni dalla prima pubblicazione della EN280 (2001) che, con la versione del 2013 e successivamente con la 2015, ha modificato molti aspetti legati alla sicurezza, introducendo sistemi di controllo sempre più affidabili e volti a diminuire i livelli di pericolo delle macchine. Di seguito si descriverà l’evoluzione dei dispositivi di sicurezza che sono elencati nel paragrafo 5.11 della EN280: 2015 confrontandoli con quelli riportati nelle precedenti versioni della norma. Tale confronto è utile per gli ispettori che eseguono le verifiche periodiche, per gli “ingegneri esperti” che eseguono le indagini supplementari e che pertanto devono controllare la presenza di tali dispositivi e la loro efficacia, per gli istruttori che devono elencare ai discenti quali siano i dispositivi di sicurezza installati nelle PLE, per i noleggiatori e infine per i datori di lavoro.

Che cos’è un dispositivo di protezione o di sicurezza
La UNI EN ISO 12100:2010 (norma armonizzata di tipo A ai sensi della direttiva macchine 2006/42/CE e s.m.i.) definisce “dispositivo di protezione” qualsiasi mezzo di protezione che non sia un riparo (barriera fisica della macchina realizzata per fornire una protezione); sono pertanto dispositivi di protezione: gli interblocchi, le barriere optoelettroniche, comandi ad azione mantenuta, sistemi di controllo del carico e del movimento, comandi a due mani, eccetera. Non sono quindi dispositivi di sicurezza i ripari fissi, i parapetti, l’ancoraggio per l’imbracatura, i cancelli di accesso alla piattaforma quando non sono inter bloccati, eccetera. Al fine di garantire il livello di sicurezza richiesto, ciascuna delle funzioni di sicurezza associata ai dispositivi di protezione sopra elencati, deve essere progettata in maniera tale da ridurre la probabilità che si verifichi una situazione di guasto pericoloso. Con l’introduzione della UNI EN ISO 13849-1 il livello di affidabilità richiesto dalla funzione di sicurezza viene definito individuando il PLr (Performance Level richiesto) da parte del progettista; tale PLr viene individuato utilizzando la tabella riportata di seguito e poi va confrontato con quello ottenuto realmente (PL) che considera l’architettura, la qualità dei componenti, la capacità di rilevare i guasti e l’evitabilità di causa di guasto comune.

Le principali modifiche
Quelle sostanziali si possono raggruppare in tre gruppi (2001, 2005-2009, 2013-2015):
  1. nella 2001 i dispositivi di sicurezza dovevano essere affidabili e si faceva riferimento solo alla IEC 60947-5-1 relativa ai “micro di sicurezza”; si parlava di ridondanza dei sistemi elettrici e di monitoraggio;
  2. nelle 2005-2009 veniva introdotto il concetto di “categoria di sicurezza” (prestazioni delle parti legate alla sicurezza) secondo la EN 954-1; si richiedeva la validazione delle funzioni di sicurezza secondo la ISO 13849-2 e venivano aggiornati, rispetto alla versione del 2001, i requisiti che dovevano avere i sistemi di sicurezza;
  3. con la versione del 2013 e del 2015 avviene l’evoluzione dei sistemi facenti funzione di sicurezza introducendo l’affidabilità degli stessi ovvero il Livello di Prestazioni richiesto (PLr). L’evoluzione porta nuovi dispositivi di sicurezza e vengono aggiornati alcuni requisiti.
Il paragrafo 5.11 della EN280:2015 descrive quali siano i dispositivi di sicurezza che le PLE devono avere e quale sia il PL minimo delle funzioni di sicurezza che devono essere implementate per garantire la rispondenza ai requisiti essenziali di salute e sicurezza della direttiva macchine 2006/42/CE e s.m.i.
Di seguito si elencano le modifiche sostanziali di tali dispositivi tra la 2013-2015 e le versioni precedenti.
  1. Impedire lo spostamento di piattaforme di lavoro mobili rilevabili con comandi a terra e PLE di tipo 1 quando sono elevate. Un sistema di sicurezza deve impedire lo spostamento delle PLE con comandi a terra e di tipo 1 quando non sono nella configurazione di trasporto. Dal 2013 il requisito non si applica alle PLE montate sul veicolo.
  2. Impedire lo spostamento oltre il limite di inclinazione della PLE. Tutte le PLE devono avere un dispositivo che avvisi l’operatore se l’inclinazione del telaio raggiunge i limiti consentiti. Dal 2013 è richiesto che il dispositivo di sicurezza blocchi il moto nel senso della direzione selezionata e che sia segnalato con avvisatore acustico o visivo che deve essere percepito dalla postazione di comando; il dispositivo deve essere protetto da danneggiamenti e modifiche/regolazioni. Le norme precedenti prevedevano la bolla inclinometrica con solo avvisatore acustico.
  3. Limitatore della velocità di marcia. Nessuna modifica relativa alla limitazione delle velocità per le PLE quando sono elevate.
  4. Monitoraggio degli stabilizzatori. Nessuna modifica per i sistemi che controllano le aree di lavoro delle PLE.
  5. Evitare il funzionamento al di fuori dell’intervallo limitato per le PLE che possono operare senza stabilizzatori. Nessuna modifica
  6. Stabilizzatori motorizzati. Gli stabilizzatori devono essere controllati per evitare movimenti che possono generare instabilità. Non ci sono modifiche sostanziali.
  7. Comando o blocco dell’inclinazione per il telaio e/o sovrastruttura. Le PLE dotate di telaio e/o struttura estensibile inclinabile devono possedere un sistema di controllo/blocco dell’inclinazione per evitare situazioni di ribaltamento. Novità introdotta dal 2013.
  8. Comando degli assi oscillanti. Vengono identificati i criteri entro i quali una macchina può lavorare con gli assi oscillanti bloccati/controllati. Per le PLE tipo 1 l’apertura della PLE può avvenire con asse bloccato/controllato, per le tipo 2 e 3 gli assi vanno controllati per evitare il superamento della massima inclinazione ammessa.
  9. Controllo del carico. La 2013 aggiunge la possibilità del sollevamento con sovraccarico per le PLE del gruppo A fino a 1 m o al 10% dell’altezza massima; il sistema di rilevamento del sovraccarico deve bloccare il sollevamento oltre tale limite.
  10. Controllo della posizione. La macchina deve essere dotata di un sistema che controlli la posizione della struttura estensibile. Nessuna modifica sostanziale
  11. Controllo del momento. Nessuna modifica sostanziale
  12. Arresto del movimento verso il basso. Nella 2013 è stato introdotto ritardo di 3 secondi (nelle versioni precedenti si parlava di “tempo idoneo”), un segnale di allarme e uno visivo dal posto di comando che precede l’abbassamento della PLE e il controllo della velocità di discesa.
    I dispositivi di:
  13. controllo della catena/cinghia di trasmissione così come quelli che bloccano la macchina nel caso di
  14. allentamento della fune o
  15. catena non hanno subito modifiche sostanziali.
  16. Limitatore di velocità di trasmissioni a cremagliera. Nella versione del 2001 non veniva richiesta la conformità al punto 5.11.
  17. Sistema di livellamento della piattaforma. Nella versione del 2013 sono stati inseriti i limiti di velocità della regolazione che non deve superare la velocità massima che si attua durante il funzionamento della macchina.
  18. Interbloccaggio del corrimano. Non ci sono modifiche sostanziali a eccezione dell’inserimento delle dimensioni geometriche degli accessi.
  19. Interbloccaggio della piattaforma di lavoro (cesta) intercambiabile. È una delle novità introdotte nel 2013; il fabbricante deve prevedere un’interblocco che impedisca i movimenti della PLE quando la piattaforma non è completamente collegata rigidamente e bloccata alla struttura estensibile.
  20. Interbloccaggio dei comandi. Sulle PLE di tipo 2 e 3 deve essere presente un dispositivo che eviti la contemporaneità dello spostamento della macchina con qualsiasi altro comando (con l’eccezione delle PLE su rotaie). Non ci sono modifiche sostanziali tra le edizioni.
  21. Interbloccaggio delle posizioni di comando. La posizione di comando principale è quella che si trova nella piattaforma; nel caso vi siano altre postazioni di comando, deve esserci un sistema di sicurezza che garantisca il funzionamento da una sola posizione una volta. Nella versione del 2013 si introduce il comando senza fili che deve possedere un interblocco tale da garantire che la macchina sia comandata solo quando il comando senza fili si trova nella cesta.
  22. Impedire i movimenti dei cilindri in caso di guasto della tubazione. Tutte le macchine sono dotate di sistemi di sicurezza (valvole di blocco) che garantiscono l’arresto del cilindro in caso di rottura delle tubazioni. L’unica aggiunta è la nota 2 della versione 2013 che ribadisce che la valvola automatica a cartuccia o paracadute non soddisfano il requisito.
La versione del 2013 ha introdotto numerose novità che hanno incrementato la sicurezza nelle macchine. In questi anni i fabbricanti stanno studiando e realizzando alcuni dispositivi di protezione (sistemi anti intrappolamento, sistemi antifurto, sistemi di controllo nel caso di malore dell’operatore, ecc.) che potrebbero essere introdotti nelle nuove versioni della norma e che ridurrebbero notevolmente tutti quei rischi residui che devono essere gestiti dall’operatore e/o dal datore di lavoro.

Articolo tratto da IPAF informa 2018

Scarica la tabella di confronto riassuntiva di seguito…

Tabella di confronto riassuntiva funzioni di sicurezza EN280

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