Lavoratori anziani: l’approccio ergonomico all’invecchiamento sul lavoro

Partendo dalla considerazione che l’invecchiamento umano si possa considerare un processo complesso che è in relazione con vari aspetti (medici, psicologici, sociali, …), risulta necessario tenere nella dovuta considerazione l’importanza di un approccio multiplo alla gestione dell’ invecchiamento sul lavoro. Su questo aspetto, si può fare riferimento al libro “Aging E-book, il Libro d’argento su invecchiamento e lavoro”, un libro curato dal gruppo “Invecchiamento e lavoro” della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP).

L’invecchiamento attivo sul lavoro: l’approccio multiplo

Nel paragrafo del libro “L’approccio multiplo all’invecchiamento attivo sul lavoro nelle realtà italiane”, a cura di Rinaldo Ghersi (Coordinatore del Gruppo di Lavoro Ciip “Invecchiamento e lavoro” – medico del lavoro, ergonomo eur. erg Società italiana di Ergonomia e Fattori Umani), si segnala che già nella campagna europea del 2012 “ Invecchiamento attivo e solidarietà tra le generazioni” si indicava un orizzonte di azioni multiple, evidenziando i seguenti campi d’azione prioritari:

  1. cambiare l’atteggiamento verso l’invecchiamento;
  2. introdurre l’aggiornamento permanente;
  3. formare i dirigenti sulle problematiche dell’invecchiamento;
  4. adattare il lavoro all’età e renderlo più flessibile;
  5. adattare i servizi sanitari alle esigenze di una popolazione che invecchia su uno sfondo di leggi contro la discriminazione dell’anziano (assunzioni, licenziamenti).

L’approccio multiplo è dunque lo strumento “che meglio orienta verso la gestione di un problema complesso”. E per avvicinarsi in modo utile e concreto a questo tipo di gestione/approccio, l’Aging E-book affronta l’argomento individuando alcuni approcci prioritari di ordine generale.
Ci soffermiamo sull’approccio ergonomico, con riferimento al contributo (paragrafo 1.3.2) di Rinaldo Ghersi e Olga Menoni (Ergonoma, Terapista della riabilitazione Clinica del Lavoro L. Devoto, Milano).
Si riporta una definizione (Nuovo Zingarelli) dell’Ergonomia come “disciplina che studia le condizioni e l’ambiente di lavoro per adattarli alle esigenze psicofisiche del lavoratore”. Mentre l’International Ergonomic Associations (San Diego 2000) precisa la definizione: “disciplina scientifica che si occupa di comprendere le interazioni tra i fattori umani e gli altri elementi di un sistema; professione che applica teoria, principi, dati e metodi nella progettazione con la finalità di ottimizzare il benessere umano ed il funzionamento generale di un sistema”. Ed è la seconda definizione che sembra affermare una interpretazione dell’ergonomia che si propone molteplici obiettivi in gran parte condivisi con la Medicina del Lavoro, quali:

  1. la prevenzione di disagi, disturbi o malattie correlate al lavoro (nell’ottica della tutela della salute come definita da OMS dall’ art. 2.1. o D.lgs. 81/08);
  2. l’adattamento delle condizioni di lavoro per ‘ogni età’ secondo lo slogan della campagna europea, quindi la maggior collocabilità dell’anziano sia ‘fisiologico’ che ‘con malattia’;
  3. il mantenimento quali-quantitativo della produttività con l’invecchiamento.

Dal punto di vista degli autori questi obiettivi “possono davvero essere quelli dell’approccio ergonomico all’invecchiamento sul lavoro, pur sapendo che in diverse condizioni non sarà da solo sufficiente per risolvere i problemi, come abbiamo visto nei fondamenti dell’approccio multiplo”.

I campi di azione dell’ergonomia

Si possono fare sinteticamente alcuni distinzioni tra diversi tipi o campi di azione dell’ergonomia:

  1. ergonomia fisica: “è quella più nota e divulgata, in buona parte oggetto di leggi e norme: movimentazione manuale dei carichi, sovraccarico biomeccanico degli arti superiori ed inferiori, posture, illuminazione e fatica visiva, microclima, rumore, vibrazioni … Le fonti legali e normative (ISO, EN, UNI) in questo campo sono abbastanza note ma non totalmente diffuse ed applicate”. Vengono poi presentate diverse metodologie di valutazione, ma “nessuno dei metodi citati definisce modalità differente di valutazione rispetto all’età; per la MMC si fa cenno ad una riduzione di tolleranza ai carichi a partire in generale dei 45 anni”. E un aspetto spesso ancora sottovalutato – “soprattutto ma non solo per l’anziano” – è l’importanza di “un’alternanza tra posture in piedi, assisa e in deambulazione, oppure la dotazione di sgabelli adeguati alla persona per la postura semiassisa, sempre per gli ambienti e lavorazioni ove ciò è indicato e possibile”;
  2. ergonomia cognitiva e mentale: “l’anziano spesso compensa con l’esperienza il decremento di memoria a breve e l’aumento dei tempi di reazione. In questo ambito molto è stato fatto, ma non abbastanza. I metodi anche semplificati di progettazione centrata sull’utente, di verifica di usabilità, di analisi organizzativa e degli errori umani di infortuni avvenuti o possibili non sono ancora abbastanza diffusi”. Il contributo riporta alcune normative tecniche di riferimento: ad esempio ISO 10075 “Principi ergonomici relativi al carico di lavoro mentale”, ISO 6385 sulla progettazione dei sistemi di lavoro, ISO 9241/2010 sull’interazione uomo o donna/sistema, ISO EN 14915 su ergonomia del software;
  3. ergonomia organizzativa: organizzazione lavorativa è un tema “cruciale sia per i professionisti ergonomi che per gli operatori della prevenzione”. Tutti i metodi di valutazione del rischio “dovrebbero contenere una parte consistente di analisi organizzativa indirizzata ad identificare delle strategie preventive o di riprogettazione dell’ambiente di lavoro rivolte anche agli aspetti organizzativi. Per il settore sanitario è un tema prioritario oggi e probabilmente anche domani: orari di lavoro, turni reali, gestione, carichi, riposi e ferie, reperibilità, richiamo in servizio dalle ferie, formazione ed addestramento, ruoli, relazioni, …”. Probabilmente – continua il contributo – occorrono “più ricerche-azione nelle nostre realtà, verificando ed adeguando in modo non scolastico né burocratico alle distinte specificità metodi altrove costruiti o sperimentati, valorizzando realmente le risorse umane compreso l’anziano e facendo tesoro delle esperienze positive che pur esistono”.

Il contributo si sofferma poi su “ergonomia ed evidenze”, con riferimento al fatto che nella letteratura medica si trovano tentativi di applicare alla gestione dell’invecchiamento sul lavoro metodi di valutazione ‘evidence based’, nati in altri campi per altri scopi (Marradi et al., 2010).
Si fa particolare riferimento ad una revisione sistematica (Cloostermans et al., 2015) “sull’efficacia degli interventi individuali e sul lavoro per sfavorire l’abbandono del lavoro da parte dell’anziano”, revisione che richiama la necessità di “cominciare a costruire la ‘impiegabilità sostenibile’ non oltre i 40-45 anni, privilegiando l’approccio sul ‘lavoratore che invecchia’ più che sul ‘lavoratore vecchio’. Lo studio sottolinea l’importanza della possibilità per il lavoratore anziano di autogestire frammenti del proprio lavoro come l’alternanza tra lavoro e brevi pause e alcune modalità di lavoro”.
Ricordiamo che una ‘revisione sistematica’ si può considerare sinteticamente come uno strumento secondario di ricerca scientifica che ha l’obiettivo di riassumere dati provenienti da strumenti di ricerca primari.
Riguardo poi alle relazioni tra ergonomia ed evidence based medicine (o prevention) gli autori del contributo ritengono “pienamente condivisibile il principio di eliminare o di non adottare misure preventive di comprovata inefficacia (Ars Toscana, 2014) così come il ricercare e documentare indicatori di efficacia di interventi migliorativi, mentre siamo scettici sullo scartare o rinviare a priori misure preventive, spesso già raccomandate in norme tecniche o previste da leggi, quando la loro efficacia non è stata ancora comprovata da strumenti di valutazione di efficacia o di qualità degli studi nati in laboratorio o nella sperimentazione clinica controllata, non sempre adeguati alla prevenzione di disagi o patologie”.
Gli autori riportano ulteriori indicazioni e indicano, infine, che ciascun medico competente segue per anni “collettivi di lavoratori addetti a mansioni simili o distinte”. E questa “forma di ‘monitoraggio sia trasversale che longitudinale’, naturalmente se accurato e documentato, non dovrebbe essere sottovalutato come ‘narrazione episodica’ cara a chi si occupa di evidence based medicine”. Il monitoraggio del medico competente può “fornire indicazioni verso le misure di prevenzione utili, almeno altrettanto utili di una buona rassegna bibliografica sul tema, quando e dove esista”. L’ideale, si conclude, è dunque quello di “unire entrambe le fonti”.

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura dell’E-book!

Aging E-book, il libro d’argento su invecchiamento e lavoro

Articoli correlati

Scavi a cielo aperto: le novità nella guida Inail 2018
Il termine “scavo” in edilizia indica qualunque asportazione di rocce e/o terra dall’originaria collocazione, necessaria alla creazione di splateamenti, cavità, di forme e dimensioni opportune, necessari per la realizzazione di...
Scopri di più
Inail: salute e sicurezza del personale hotel a bordo delle navi
La tutela della salute e sicurezza della cosiddetta ‘gente di mare’ passa anche attraverso una costante e capillare opera di divulgazione della cultura della prevenzione, finalizzata a rendere sempre più...
Scopri di più
La nuova guida Inail sui sistemi di protezione individuale contro il rischio di caduta dall’alto
Continuiamo a parlare di dispositivi di protezione, opere provvisionali e attrezzature utilizzate dai lavoratori nei cantieri edili attraverso la collana dell’Inail “Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili” In...
Scopri di più
Ecco la guida NIST per la protezione dei dati personali
Il regolamento generale sulla protezione dei dati, recepito alla fine di agosto 2018, ha destato in molti titolari e responsabili del trattamento una elevata sensibilità alla protezione dei dati. Per...
Scopri di più
Il rischio biologico nel settore agro-zootecnico e forestale
Il settore agro-zootecnico continua a costituire in Italia una importante parte della realtà produttiva. In particolare “i dati dell’ultimo censimento dell’agricoltura indicano che nel 2010 in Italia esistevano poco più...
Scopri di più
Inail: utilizzo e classificazione dei trabattelli nei cantieri
Le linee guida di riferimento definiscono i trabattelli come “torri mobili costituite da elementi prefabbricati che presentano uno o più impalcati di lavoro e appoggiano a terra permanentemente su ruote”....
Scopri di più
Sicurezza negli scavi: l’uso di tecniche alternative di scavo
La prevenzione degli infortuni nel mondo del lavoro non è data solo dal rispetto della normativa in materia di sicurezza e dall’applicazione delle protezioni necessarie in presenza di rischi lavorativi,...
Scopri di più
La sicurezza nella sanificazione negli impianti di climatizzazione
Chiariamo subito che per sanificazione, si intende un’attività che ha l’obiettivo di rendere “sano” un oggetto o una superficie; nel caso degli impianti di climatizzazione la sanificazione prevede: la pulizia,...
Scopri di più
Come valutare il rischio microclima nei luoghi di lavoro
Il microclima è il complesso dei parametri climatici dell’ambiente nel quale un individuo vive o lavora. E l’interazione dell’individuo, del lavoratore, con l’ambiente termico che lo circonda “può dar luogo...
Scopri di più
Lavori su coperture e sicurezza: i requisiti dei sistemi di ancoraggio
I sistemi di ancoraggio nelle attività in copertura, usati congiuntamente ai sistemi di arresto caduta, devono impedire che i lavoratori cadano o, comunque, vadano ad impattare contro ostacoli o toccare...
Scopri di più
Riferimenti normativi e tipologie di scale portatili
Se negli ambienti di lavoro le cadute dall'alto rappresentano una delle cause più frequenti di infortuni gravi e mortali, molti di questi infortuni avvengono ancora per cadute da scale portatili,...
Scopri di più
La valutazione dei rischi nelle PLE
Come sappiamo sono molti gli elementi di cui tener conto per poter utilizzare in sicurezza una piattaforma di lavoro mobile elevabile (PLE). E sono molte le possibili cause di infortunio,...
Scopri di più
Privacy, i cittadini all’attacco
Poco più di 95 mila reclami da parte dei cittadini europei. È questo il primo bilancio reso noto dalla Commissione Ue a otto mesi dall’entrata in vigore, il 25 maggio...
Scopri di più
Sostanze chimiche, stretta Ue
Divieto di produzione, vendita e utilizzo di decine di sostanze pericolose e riformulazione dei criteri di classificazione, etichettatura e imballaggio di quelle, invece, ancora ammesse. Diversi sono gli obblighi previsti...
Scopri di più
Contro il rumore vale il diritto alla salute
L'articolo 1, comma 746 della legge 145/2018 ha introdotto il comma 1 bis all'articolo 6 ter della legge 13/2009, disponendo che «Ai fini dell'attuazione del comma 1, si applicano i...
Scopri di più
Non c’è privacy sui giudizi dell’azienda
Un dipendente può chiedere all’azienda l’accesso ai propri dati personali, anche quelli che non hanno carattere oggettivo: informazioni relative a “giudizi, opinioni o ad altri apprezzamenti di tipo soggettivo” contenute...
Scopri di più
Casa-lavoro con lo scudo Inail
Tutela Inail a 360 gradi contro gli infortuni sul lavoro. Comincia da casa, prosegue nel tragitto che conduce al lavoro, poi in fabbrica o ufficio, infine nel percorso di rientro...
Scopri di più
Scaffalature portanti dei magazzini 4.0 con accesso al bonus
Per i magazzini automatizzati interconnessi iperammortamento anche sul costo della scaffalatura metallica portante. Lo stabilisce, con disposizione che supera le difformi conclusioni della risoluzione 62/E/2018, l’articolo 3-quater, comma 4 del...
Scopri di più
Buste paga, privacy doc
Consulenti del lavoro da nominare responsabili esterni del trattamento dei dati personali quando trattano i dati dei dipendenti dei propri clienti. Il Garante della privacy, con una nota diretta al...
Scopri di più
Il committente è responsabile solidale per le retribuzioni non pagate
Responsabilità solidale stretta per il committente nei confronti dei lavoratori dei dipendenti dell’appaltatore. Con la sentenza 444/2019, la Suprema corte si è pronunciata sul regime della responsabilità solidale tra appaltatore...
Scopri di più

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web.

cookie policy

Powered by WishList Member - Membership Software

X
X
X