Lavoro in serra: scenari e valutazione del rischio di esposizione

Sono definibili come pesticidi due diverse categorie di prodotti che sono utilizzati in campo agricolo e non. Dal punto di vista della regolamentazione comunitaria “le due categorie si distinguono in prodotti fitosanitari (reg. CE 1107/2009) e prodotti biocidi (reg. UE 528/2012). Tecnicamente i prodotti fitosanitari (PF) e i prodotti biocidi (PB) possono anche contenere lo stesso principio attivo, ma i primi sono sempre e solo pesticidi utilizzati in agricoltura o in campo florovivaistico, mentre ai biocidi appartengono anche i prodotti disinfettanti, preservanti e antincrostazione”. E se per il settore agricolo il termine di pesticida viene utilizzato nella accezione di PF, nella accezione comune i PF “sono chiamati anche agrofarmaci o fitofarmaci e talvolta sono definiti anche antiparassitari o anticrittogamici, sebbene i primi siano in prevalenza insetticidi (contro i parassiti di piante e animali) e i secondi fungicidi”. A fornire queste informazioni sui pesticidi, evitando confusioni tra termini diversi, e ad affrontare il delicato tema dell’esposizione dei pesticidi in serra, è un intervento al convegno “ La ricerca prevenzionale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori agricoli nelle serre” che si è svolto a Lamezia Terme il 4 luglio 2016. Un convegno i cui atti sono stati raccolti in un documento pubblicato dall’ Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale.

L’intervento “Scenari di esposizione a pesticidi in serra” si sofferma inizialmente sulla valutazione della esposizione a pesticidi in agricoltura e ricorda che molti pesticidi “sono persistenti, possono restare inalterati per periodi prolungati, e possono essere accessibili al corpo umano; gli effetti sulla salute dipendono dal tipo di molecola utilizzata come sostanza attiva (SA): composti con strutture chimiche simili hanno caratteristiche simili e generalmente un analogo meccanismo di azione”. In particolare, i lavoratori agricoli sono “esposti ai pesticidi attraverso due principali vie di esposizione”:

  1. l’assorbimento cutaneo: “può verificarsi a causa degli spruzzi, della fuoriuscita o della deriva durante la miscelazione, il carico o l’applicazione di un pesticida oppure per contatto con i residui sulle attrezzature per l’applicazione o sulle superfici trattate e sugli indumenti”;
  2. l’esposizione inalatoria: “può causare gravi danni al naso e alla gola: le sostanze possono raggiungere le zone di scambio negli alveoli polmonari e diversi organi”.

La relazione segnala poi che la serra è un “apprestamento protettivo utilizzato in agricoltura per la forzatura o la semi-forzatura delle colture”. In Italia, secondo l’Istat, “circa 31.000 ettari (ha) di apprestamenti protettivi sono dedicati alla coltivazione di ortaggi e piccoli frutti (ad esempio, la fragola), con una produzione totale di 1.423.349 tonnellate nell’anno 2010; anche il settore florovivaistico, su una superficie di 16.405 ha, si estende, per circa un terzo, in ambiente protetto”.

Il problema è che la serra è un “ambiente chiuso o semichiuso all’interno del quale la concentrazione aerodispersa e/o depositata di prodotti fitosanitari può risultare aumentata rispetto a quella corrispondente in campo aperto per effetto di una ridotta capacità di diluizione, con conseguente incremento del rischio di esposizione dei lavoratori”.

Rimandando alla lettura integrale della relazione riguardo ai dettagli dello studio svolto, riportiamo alcuni risultati e utili spunti di riflessione per la valutazione della esposizione in serra.

Si indica che una prima analisi degli scenari “ha consentito di identificare una differente potenzialità di esposizione inalatoria in funzione del tipo di copertura delle serre e della modalità di applicazione dei prodotti, indicando nelle serre tipo tunnel ombraio e nella applicazione dei prodotti fitosanitari per mezzo di atomizzatore una condizione più favorevole al contenimento del rischio chimico: il trattamento con lancia manuale sembra comportare condizioni di esposizione sfavorevoli rispetto all’atomizzatore anche quando questo venga effettuato in campo aperto. I dati in ogni caso confermano l’incremento della potenziale esposizione inalatoria all’interno degli apprestamenti protettivi rispetto al campo aperto”.

I risultati preliminari di questo studio indicano, inoltre, che “per colmare le incertezze ancora presenti nelle stime di esposizione a prodotti fitosanitari in serra è auspicabile completare le misure di esposizione ad agenti chimici con misure di esposizione dermica e misure di dose interna attraverso il monitoraggio biologico, sempre caratterizzando lo scenario attraverso studi sperimentali a carattere multidisciplinare”. Lo studio ha, infatti, permesso di ottenere informazioni “in merito alla possibilità che i diversi agenti di rischio, quali quelli chimici e fisici, possano operare in sinergia configurando scenari di esposizione complessi che meritano una valutazione del rischio di esposizione integrata all’interno delle serre”.

Infine, dal punto di vista degli ambienti termici, “i valori medi di temperatura e umidità relativa mostrano che in serra possono verificarsi condizioni termiche severe. Alcune di queste condizioni, inoltre, possono indurre per alcune mansioni un tasso metabolico moderato, che potenzialmente comporta un maggior rischio di esposizione inalatoria, soprattutto quando non vengano utilizzati correttamente i dispositivi di protezione individuale”.

E’ lo stesso “gradiente termico che si realizza all’interno delle serre tra le varie ore del giorno e tra l’interno e l’esterno”, può “compromettere l’integrità della barriera cutanea che, unitamente alla secrezione delle ghiandole sudoripare eccrine, può favorire la persistenza dei fitofarmaci sulla cute, ancora presenti nell’ambiente della serra dopo il trattamento, aumentando il rateo di assorbimento cutaneo e provocando anche dei quadri di dermatite cronica delle mani”.

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura integrale degli atti !

Atti ricerca e prevenzione in Serra

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