Linee guida e buone prassi: carrelli semoventi a braccio telescopico

Sono tanti i documenti che in questi ultimi anni hanno fornito precise indicazioni per migliorare la sicurezza nell’utilizzo di molte attrezzature di lavoro e che hanno presentato buone prassi e indirizzi operativi ancora validi per le importanti attività di manutenzione, controllo e verifica. Ad esempio sono state fornite dall’Inail nel 2014 precise informazioni per la prima verifica periodica dei carrelli semoventi a braccio telescopico partendo da quanto richiesto dal decreto 11 aprile 2011 “Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”. Decreto che prevede che un datore di lavoro con carrello semovente a braccio telescopico dia comunicazione “di messa in servizio dell’attrezzatura all’Unità Operativa Territoriale INAIL competente, perché provveda ad assegnare all’attrezzatura una matricola” e richieda, “dopo al massimo 10 mesi dalla messa in servizio dell’attrezzatura”, la prima delle verifiche periodiche all’Unità Operativa Territoriale INAIL competente”.

Le verifiche dei carrelli semoventi a braccio telescopico
A dare informazioni sulle verifiche periodiche di queste attrezzature di lavoro è il documento Inail “ Carrelli semoventi a braccio telescopico – Istruzioni per la prima verifica periodica. Ai sensi dell’articolo 71 comma 11 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. e del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 11 aprile 2011”; un documento già presentato dal nostro giornale e realizzato dal Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti e Insediamenti Antropici (DIT) con la finalità di supportare i tecnici verificatori Inail nella conduzione della prima verifica periodica dei carrelli semoventi a braccio telescopico.

Ricordiamo che il presente documento tratta in particolare i carrelli semoventi a braccio telescopico, “che si distinguono in:

  1. Carrelli semoventi a braccio fisso: carrelli elevatori a contrappeso dotati di uno o più bracci snodati, telescopici o meno, non girevoli, utilizzati per impilare carichi. Il dispositivo di sollevamento non deve essere girevole o comunque non deve presentare un movimento di rotazione maggiore di 5° rispetto all’asse longitudinale del carrello;
  2. Carrello semovente a braccio girevole: carrelli elevatori a contrappeso dotati di uno o più bracci snodati, telescopici o meno, girevoli, utilizzati per impilare carichi. Il dispositivo di sollevamento ruota intorno all’asse longitudinale del carrello di un angolo superiore a 5°”.

Mentre il documento non fa riferimento ai carrelli industriali a forche, comunemente denominati muletti, poiché, con la circolare n. 9 del 5 marzo 2013 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali “li ha chiaramente esclusi dal regime delle verifiche periodiche, in quanto non trattasi né di carrelli semoventi a braccio telescopico né di apparecchi di sollevamento materiali, dal momento che il carico viene appoggiato sulle forche e non è libero di oscillare in tutti i sensi”.

La prima verifica periodica dei carrelli
Il documento, che riporta indicazioni normative per i carrelli semoventi a braccio telescopico destinati o non destinati al sollevamento di carichi sospesi e/o di persone, indica che la prima verifica periodica, oltre alla compilazione della scheda tecnica identificativa dell’attrezzatura, “contempla anche una fase di controlli (visivi e funzionali) volti a:

  1. accertare la corrispondenza tra le indicazioni rilevate nelle istruzioni, e sinteticamente riportate nella scheda che andrà ad accompagnare la macchina, e le condizioni effettivamente riscontrate al momento del sopralluogo, sia per quanto attiene la configurazione dell’attrezzatura che i dispositivi di sicurezza presenti;
  2. valutare lo stato di manutenzione e conservazione dei principali organi dell’attrezzatura;
  3. accertare l’efficacia dei dispositivi di sicurezza previsti dal fabbricante”.

Riportiamo le indicazioni sulle condizioni generali di conservazione e manutenzione, tratte da un fac-simile di verbale di verifica periodica presente nel documento Inail. Secondo queste indicazioni il tecnico “prende visione dei controlli che dai documenti a corredo della macchina risulta siano stati condotti sulla stessa (il datore di lavoro, infatti, ai sensi dell’art. 71 comma 9 è tenuto a registrare qualsiasi controllo condotto), verificando che il datore di lavoro si sia attenuto alle indicazioni riportate nelle istruzioni”.

E in caso di interventi di manutenzione straordinaria bisogna “verificare che non comportino una nuova immissione sul mercato; in particolare accertare che l’intervento non introduca rischi aggiuntivi non presi in considerazione dal fabbricante all’atto dell’immissione sul mercato dell’attrezzatura (aumenti di portata e di potenza, modifiche dimensionali che possono incidere sulla resistenza e/o sulla stabilità dell’attrezzatura, ed in generale aumenti dello stato delle sollecitazioni), se necessario acquisendo documentazione aggiuntiva”.

Il tecnico procede poi ad un controllo visivo di:

  1. contrassegni sui comandi al fine di valutarne la presenza, il posizionamento, la coerenza e la leggibilità;
  2. marcatura CE onde attestarne la leggibilità e l’indelebilità;
  3. circuito elettrico, verificando l’integrità degli involucri di protezione28 ed il corretto posizionamento dei cavi;
  4. circuito idraulico;
  5. eventuali targhette identificative/pittogrammi per verificarne la presenza e la leggibilità.

Concludiamo segnalando che nel fac-simile di verbale sono riportate ulteriori informazioni sulle prove di funzionamento dell’apparecchio e dei dispositivi di sicurezza, sulla configurazione e sui dati tecnici rilevati al momento della verifica e sul possibile esito della verifica stessa.

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura integrale del documento !

Carrelli semoventi a braccio telescopico

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