Ministero della Salute: linee guida sulle disfunzioni posturali

Proprio perché ad oggi mancano dati certi sulla diffusione dei disturbi posturali e percorsi codificati per la presa in carico di queste disfunzioni, il Ministero della Salute ha promosso l’elaborazione – curata da un gruppo di lavoro composto di figure coinvolte nei processi di prevenzione, diagnosi, assistenza e cura di tali problematiche – del documento “Linee guida nazionali sulla classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni”.
Il documento vuole fornire alle diverse professionalità sanitarie coinvolte nella prevenzione, diagnosi e cura del disturbo posturale, “indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili”.
E nel gruppo di lavoro si è deciso di “procedere ad un inquadramento generale della tematica, sulla base dei dati ad oggi disponibili in letteratura, con particolare attenzione a quali sono le modalità anamnestiche e obiettivo-cliniche da adottare per identificare un individuo con sospetta disfunzione posturale”.
Le raccomandazioni contenute nelle Linee Guida e che riguardano gli aspetti posturali correlati ad ogni ambiente, di vita e lavoro, sono “basate sui dati disponibili in letteratura. In loro assenza, le conclusioni sono desunte dalla valutazione combinata di quanto derivato dall’evidenza pratica e dall’opinione degli esperti”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che riporta non solo ulteriori dettagli sugli aggiustamenti posturali e sull’esecuzione di ogni atto motorio, ma presenta precise raccomandazioni e indicazioni per il personale sanitario:
  1. Raccomandazione 1 – La valutazione dell’allineamento posturale deve prevedere uno standard di posizione;
  2. Raccomandazione 2 – La diagnosi clinica di una disfunzione posturale richiede la valutazione dell’allineamento tra cranio e segmenti corporei e di questi tra loro nonché la palpazione di specifici distretti muscolari e punti di emergenza nervosa;
  3. Raccomandazione 3 – La diagnosi di disfunzione posturale necessita oltreché di valutazioni cliniche anche di specifiche indagini strumentali per identificarne la natura e l’entità;
  4. Raccomandazione 4 – L’esame clinico di un disturbo posturale deve prevedere un percorso in senso cranio-caudale;
  5. Raccomandazione 5 – Al fine di conseguire un miglioramento dello stato di salute dell’individuo si deve prevedere non solo il trattamento degli aspetti sintomatici del soma, ma anche quello delle condizioni causali, tenuto conto della correlazione cranio-caudale.

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura della guida!

 Linee guida classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni

 

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