Meno rischi nella gestione rifiuti e nella prevenzione incendi: le linee guida del Ministero

Al fine di prevenire eventuali infortuni nelle aree di stoccaggio dei rifiuti, il Ministero dell’ambiente ha pubblicato la circolare 14 marzo 2018, recante: Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi.
Il documento ha lo scopo di individuare le opportune iniziative, nate dal confronto tra il Ministero, i Vigili del Fuoco, le Amministrazioni regionali e le agenzie ambientali maggiormente interessate, atte a prevenire o quanto meno a ridurre i rischi connessi allo sviluppo di incendi presso impianti che gestiscono rifiuti.Il documento contiene:

  1. i criteri operativi relativi allo stoccaggio ed alla movimentazione dei rifiuti
  2. la prevenzione del rischio incendio negli impianti di gestione dei rifiuti

Contesto autorizzativo degli stoccaggi dei rifiuti
La guida sottolinea, innanzitutto, l’importanza dell’individuazione puntuale del contesto autorizzativo ed operativo degli impianti di stoccaggio dei rifiuti. In particolare lo stoccaggio, inteso sia come operazioni di smaltimento sia come operazioni di recupero, può essere eseguito previa:

  1. autorizzazione integrata ambientale
  2. procedura ordinaria ai sensi dell’art. 208 del dlgs 152/2006, per la sola operazione di recupero
  3. procedura semplificata di cui all’art. 216 del dlgs 152/2006

Prestazione delle garanzie finanziarie
Con riferimento alle garanzie finanziarie viene ribadito che la garanzia finanziaria prestata dal richiedente l’autorizzazione sia commisurata, oltre che alla capacità autorizzata e alle tipologie dei rifiuti stoccati (pericolosi e non pericolosi), anche allo specifico rischio di incendio correlato alle tipologie di rifiuti autorizzati.

La prevenzione del rischio negli impianti di gestione dei rifiuti
Punto centrale della guida è la prevenzione del rischio incendio negli impianti di gestione dei rifiuti che devono rispondere alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché alle norme generali di prevenzione degli incendi.
Le norme impongono al datore di lavoro di valutare tutti i rischi connessi all’esercizio dell’impianto, adottando le opportune misure di prevenzione e protezione.
In caso di un incendio in un impianto devono, quindi, essere seguite tutte le opportune azioni previste nel piano di gestione dell’emergenza, anche in conseguenza dei possibili rischi di natura chimico-biologica. Assume, pertanto, grande importanza l’attività della prevenzione del rischio, ancor prima della corretta gestione della fase operativa dell’emergenza.
Ovviamente la natura del rischio, e le conseguenti azioni di prevenzione da adottare, dipendono dalla tipologia di rifiuto e di attività che si svolgono all’interno di un determinato impianto.

Le azioni di prevenzione
In linea generale, le buone pratiche per una gestione ottimale degli impianti adibiti alla gestione dei rifiuti sono:

  1. ottimizzazione delle misure organizzative e tecniche nell’ambito di ciascun impianto in cui vengono effettuati stoccaggi di rifiuti
  2. adeguata formazione del personale che opera negli impianti, in modo da svolgere le specifiche attività nel pieno rispetto delle norme di
  3. sicurezza sotto la supervisione di un direttore operativo cui spetta un ruolo di controllo generale
  4. utilizzo di sistemi di monitoraggio antincendio e regolari controlli a cura dello stesso gestore, anche attraverso sistemi di monitoraggio in continuo
  5. adeguata manutenzione delle aree, dei mezzi d’opera e degli impianti tecnologici, nonché degli eventuali impianti di protezione antincendi
  6. migliore organizzazione della viabilità interna e degli spazi
  7. differenziazione delle aree di lavoro destinate allo stoccaggio dei rifiuti per categorie omogenee, in relazione alla diversa natura delle sostanze pericolose eventualmente presenti
  8. corretta modalità di stoccaggio dei rifiuti, differenziata in base alla loro natura solida o liquida
  9. adeguata ventilazione degli ambienti
  10. limitata altezze dei cumuli, assicurarsi che i quantitativi di rifiuti in ingresso all’impianto siano limitati a quelli autorizzati ed effettivamente gestibili
  11. regolare manutenzione delle aree, sia adibite agli stoccaggi sia all’eventuale trattamento dei rifiuti
  12. limite temporale allo stoccaggio delle singole partite di rifiuto in ingresso all’impianto

Prescrizioni generali da richiamare negli atti autorizzativi
Le attività di prevenzione elencate possono essere inserite sotto forma di prescrizioni gestionali da richiamare negli atti autorizzativi o nelle autocertificazioni per l’inizio di attività, meglio analizzate nel successivo capitolo. Naturalmente, tali requisiti e accorgimenti possono anche differenziarsi in base alla tipologia di rifiuti e di trattamento eventualmente effettuato da ciascun impianto; spetta all’autorità competente la valutazione delle prescrizioni più appropriate da inserire negli atti autorizzativi di competenza.
In linea generale bisogna tener presente:

  1. l’ubicazioni degli impianti
  2. l’organizzazione e requisiti generali degli impianti in cui vengono effettuati stoccaggi di rifiuti
  3. gli impianti tecnologici e sistemi di protezione e sicurezza ambientale

Modalità di gestione
La responsabilità della gestione operativa dell’impianto in fase operativa è affidata al direttore tecnico, opportunamente formato, cui spettano i compiti di controllo a partire dalla fase di accettazione dei carichi nell’impianto, fino alla fase di trasporto all’eventuale successivo impianto di destinazione.
Il direttore tecnico, che deve essere sempre presente in impianto, collabora con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione affinché nella gestione operativa delle attività presso l’impianto sia data attuazione a tutte le disposizioni di sicurezza previste dalla norma specifica di settore.

Controlli
I controlli, effettuati da personale adeguatamente formato, devono assicurare che la gestione dei rifiuti avvenga nel rispetto dei criteri di protezione ambientale stabiliti dal legislatore. ISPRA e le Agenzie ambientali del sistema regionale svolgono attività di controllo nell’ambito degli impianti sottoposti ad Autorizzazione Integrata Ambientale nazionale e regionale.
Per quanto concerne invece gli impianti al di fuori dell’AIA, è essenziale definire una strategia che assicuri una maglia di controlli più ampia possibile.

Consulta e scarica la circolare!

Circolare Min. Ambiente 14.03.2018

 

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