Nuova collana Inail “Quaderni tecnici cantieri temporanei o mobili”

È online sul sito Inail una nuova collana di quaderni tecnici per la sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. Un serie di opuscoli destinata alle imprese, alle piccole e medie imprese, per favorire informazione, formazione, adozione di prassi utili alla sicurezza sul lavoro.Ancoraggi, ponteggi, sistemi protezione
I quaderni sono otto e si occupano di attrezzature e sistemi di protezione solitamente utilizzati nei cantieri. Questi i titoli:

  1. Ancoraggi;
  2. Parapetti provvisori;
  3. Ponteggi fissi;
  4. Reti di sicurezza;
  5. Scale portatili;
  6. Sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto;
  7. Sistemi di protezione individuale delle cadute;
  8. Trabattelli.

All’interno di ogni volume l’argomento viene analizzato attraverso chiavi di lettura comuni tra le quali: denominazione e documenti di riferimento, destinazione, classificazione, marcatura, indicazioni essenziali per uso e manutenzione, Dlgs. 81/08.

La collana è stata realizzata da Inail – Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.
Ci soffermiamo brevemente oggi sul Quaderno dedicato agli ancoraggi: il Quaderno Tecnico indica che gli ancoraggi “vengono utilizzati nei cantieri temporanei o mobili per poter collegare i dispositivi di protezione – sia individuali che collettivi – e le attrezzature di lavoro di cui si vuole garantire la stabilità e il vincolo alla struttura di supporto”. Vengono impiegati “anche nei sistemi di accesso alle coperture e possono essere di tipo non permanente o permanente”. E si ricorda che la definizione di ancoraggio è molto importante per poter effettuare una corretta valutazione dei rischi “in quanto non ne esiste una condivisa sia a livello legislativo che normativo”. In particolare per ancoraggio “si intende l’insieme di tre elementi: la struttura di supporto (materiale base), l’ancorante e l’elemento da fissare”.
Ci soffermiamo in particolare sulla tipologia dei dispositivi di ancoraggio secondo la UNI 11578 o la UNI EN 795.
Si segnala che i dispositivi di ancoraggio, almeno come intesi nella UNI 11578 o nella UNI EN 795, equivalgono agli “elementi da fissare” e “sono progettati esclusivamente per l’uso con i DPI contro le cadute dall’alto”.
La UNI 11578 “riguarda i dispositivi di ancoraggio ‘permanenti’ mentre la UNI EN 795, relativamente al contesto del presente quaderno, quelli ‘non permanenti’. I primi sono prodotti da costruzione i secondi DPI”. Più nel dettaglio la norma UNI 11578 “descrive tre tipologie di dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente:

  1. tipo A – dispositivo di ancoraggio in un ancoraggio puntuale con uno o più punti di ancoraggio non scorrevoli (i punti di ancoraggio possono ruotare o essere snodati, o essere incorporati a scomparsa nella struttura ed essere estratti all’occorrenza, laddove il progetto lo preveda);
  2. tipo C – dispositivo di ancoraggio in un ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio flessibile che devia dall’orizzontale di non più di 15° (quando misurata tra l’estremità e gli ancoraggi intermedi a qualsiasi punto lungo la sua lunghezza);
  3. tipo D – dispositivo di ancoraggio in un ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio rigida che devia dall’orizzontale di non più di 15° (quando misurata tra l’estremità e gli ancoraggi intermedi a qualsiasi punto lungo la sua lunghezza)”.

Invece la norma UNI EN 795 “descrive cinque tipologie di dispositivi di ancoraggio” ma per lo scopo del Quaderno Tecnico ne sono riportati solo due “destinati all’installazione non permanente:

  1. tipo B – dispositivo di ancoraggio con uno o più punti stazionari di ancoraggio e senza la necessità di disporre di un ancoraggio(i) strutturale(i) o di elemento(i) di fissaggio(i) per essere fissati alla struttura;
  2. tipo E – dispositivo di ancoraggio per un uso su di una superficie inclinata fino a 5° dall’orizzontale dove la prestazione si realizza solo mediante una massa e l’attrito tra questa e la superficie stessa”.

Rimandiamo, infine, alla lettura integrale del documento che riporta ulteriori indicazioni sulle altre tipologie:

  1. tipologia dei punti di ancoraggio secondo le UNI EN 516 o UNI EN 517;
  2. tipologia degli ancoraggi per ponteggi e circolari ministeriali 85/78, 44/90,132/91;
  3. tipologia degli ancoranti metallici/chimici per utilizzo su calcestruzzo secondo le ETAG 001;
  4. ancoraggi non rientranti nelle precedenti tipologie.

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura della pubblicazione!

 Ancoraggi – Quaderni tecnici per i cantieri temporanei e mobili

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