PLE col gancio prossimo step

Lo spettacolo continua: a poca distanza dall’entrata in vigore dell’aggiornamento A1: 2015 avremo presto disponibile l’anteprima di quest’ennesima revisione, arricchita con nuovi e importanti contenuti. Una novità fra le più evidenti sarà costituita dall’introduzione di una parte 2 che definirà i requisiti aggiuntivi per PLE attrezzate per il sollevamento di carichi mediante dispositivi addizionali e, in definitiva, l’uso simultaneo e non come piattaforma aerea e come gru con gancio. Questa novità va ben oltre il pensiero della “gru col cestello” e rappresenta uno step innovativo molto importante. Risponde alle nuove necessità per l’utilizzo di PLE nei casi in cui gli operatori debbono anche movimentare in sicurezza carichi dal peso considerevole. Non si tratta infatti di un tentativo di regolamentare delle soluzioni tecniche, che sono state molto popolari nel passato e – in particolare nel nostro Paese – nel periodo di iniziale sviluppo del mercato delle PLE su autocarro. A quel tempo si trattava di una soluzione temporanea, a costo contenuto, per potere convertire in PLE delle attrezzature di impiego più frequente quali le gru. Con questa revisione, oggi invece si vogliono regolamentare le soluzioni tecniche che vanno nella direzione opposta, cioè dove una macchina nata come PLE debba consentire, in sicurezza, di potere anche movimentare al gancio carichi anche rilevanti (ci sono esempi nella manutenzione dei generatori eolici e in tutti quei casi dove la movimentazione del carico e più efficace o necessaria con queste modalità).

Performance e competizione
Questo bisogno conduce ad alcune riflessioni. Se è vero che una norma tecnica possa rinnovarsi per rappresentare meglio lo stato dell’arte, e altrettanto dimostrato come questo sviluppo sia diventato il riflesso di una evoluzione molto rapida verso nuove modalità di impiego e verso nuove tecnologie che consentono di raggiungere traguardi prima inimmaginabili. Questa evoluzione non è neutrale e favorisce i Paesi, le aziende (costruttrici e utilizzatrici) e i contesti economici e sociali che sono capaci di assimilare più rapidamente il cambiamento. La competizione si gioca quindi su più fronti:

  1. Un primo fronte è costituito dalla leadership normativa che vede l’Europa e le norme EN all’avanguardia nel panorama mondiale e in quello che la marcatura CE rappresenta per la sicurezza del prodotto.
  2. Un secondo fronte è quello della supremazia tecnologica, che vede appunto i fabbricanti di macchinari e componenti sempre alla ricerca di soluzioni nuove e innovative capaci di differenziarsi dalla concorrenza e offrire il proprio valore aggiunto per competere in un panorama sempre più globalizzato.
  3. Un terzo fronte è costituito dalle sempre più moderne modalità di utilizzo dei macchinari: chi avrebbe mai immaginato che oggi, su di un piccolo veicolo patente B, l’utilizzo di PLE di 20 metri e oltre, sarebbe diventato più sicuro e ordinario di tante altre modalità di lavoro? Chi avrebbe potuto altresì immaginare che su normali autocarri sarebbe stato possibile istallare PLE che superano abbondantemente i 70 metri per utilizzare la macchina elevata ed eseguire lavori come se fossimo in un “campo base” per la movimentazione in quota di carichi nell’ordine di svariate centinaia di kilogrammi?

L’Italia e i suoi paradossi
Si tratta quindi di una ennesima sfida che mette in gioco anche i sistemi sociali dei singoli mercati. Nei Paesi più indietro nello sviluppo, trovano infatti collocazione PLE più semplici ed economiche, meglio adatte al contesto e a una gestione meno costosa. Nei Paesi più sviluppati vi è invece una grande richiesta di requisiti tecnologici più evoluti che consentono le prestazioni di cui abbiamo solo accennato e che in contropartita richiedono un rigore più elevato nella gestione di queste tecnologie e, in definitiva, dei costi più alti per la manutenzione e il mantenimento in esercizio delle macchine stesse.
Il nostro Paese vive da protagonista i cambiamenti e le contraddizioni di questa sfida che, come abbiamo visto, riguarda tutti gli aspetti, dalla fabbricazione alla tecnologia del prodotto e la capacità di sapere gestire le macchine in servizio e il contesto sociale in cui operano. Per quanto riguarda la fabbricazione di PLE l’Italia è fra i leader globali, produttori ed esportatori di PLE destinate a entrambe le tipologie di mercati. Viceversa risulta più difficile una classificazione univoca del mercato interno e della capacità di armonizzare le regole sociali di approccio. Per brevità e a puro titolo di esempio, possiamo solo accennare a una contraddizione che ci fa un po’ sorridere, ma anche sentire a cavallo fra i paesi più e meno sviluppati: la norma UNI EN280 definisce i requisiti di PLE performanti ed evolute e dalla sua entrata in vigore, nel 2001, sancisce una vita attesa delle PLE in 10 anni. Allo stesso tempo, una più recente legge dello Stato – il DM 11 aprile 2011 – prevede invece l’obbligatorietà, per le medesime macchine, di indagini strutturali supplementari, ma solo con cadenza ventennale! Lo spettacolo va comunque avanti.

Articolo tratto da IPAF informa 2018

Articoli correlati

Videocontrolli, iter senza bis
In caso di cambio della titolarità dell’impresa, non bisogna ripetere la procedura di accordo/autorizzazione per l’installazione di impianti audiovisivi o di altri strumenti per il controllo a distanza dei lavoratori....
Scopri di più
Prima verifica periodica autogrù, ecco come procedere
Ai sensi del dlgs 81/2008 e s.m.i., le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII devono essere sottoposte a verifiche periodiche al fine di verificare lo stato di conservazione e di...
Scopri di più
Agenti chimici pericolosi, opuscolo Inail, rischi, Testo Unico, Reach e Clp
Agenti chimici pericolosi. Questo il titolo di uno degli ultimi volumi pubblicati da Inail nella collana Salute e sicurezza. Un opuscolo con istruzioni per lavoratori e Rappresentati dei lavoratori per...
Scopri di più
Gli obblighi del primo soccorso: la classificazione delle aziende
Se il primo soccorso aziendale deve essere inteso come un processo integrato nel sistema di prevenzione e riduzione degli infortuni, “anche per il primo soccorso e per la redazione del...
Scopri di più
Rifiuti speciali pericolosi, cosa c’è da sapere
Il D.Lgs. n. 152/2006, cosiddetto "testo unico ambientale”, all'art. 184 distingue tra rifiuti urbani e rifiuti speciali. Questi ultimi, cioè i rifiuti prodotti da enti e imprese, si dividono a...
Scopri di più
Prevenzione incendi, nuova regola tecnica per impianti distribuzione idrogeno
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale (n. 257 del 6 novembre 2018) il decreto 23 ottobre 2018 del Ministero dell’Interno, recante “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio...
Scopri di più
Sorveglianza sanitaria: utilizzo dei dati collettivi e valutazione clinica
Per organizzare la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti al rischio da sovraccarico biomeccanico, la Regione Lombardia con Decreto regionale 21 dicembre 2017, n. 16750 - recante “Indirizzi per la sorveglianza...
Scopri di più
Rifiuti: cosa separa l’abusività dall’illecito?
Il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, ora previsto e punito dall'art. 452-quaterdecies del codice penale (che ha sostituito senza modificazioni l'art. 260, D.Lgs. n. 152/2006)...
Scopri di più
Mud 2019, più dati alle CCIAA
Più tempo a enti e imprese per presentare alle Camere di commercio la dichiarazione ambientale Mud 2019, che potrà essere inoltrata fino al 22 giugno in luogo della più stretta...
Scopri di più
La conferma: abolito il Sistri…e ora Sistri 2.0 all’orizzonte?
Nelle prime settimane dello scorso dicembre è circolata una bozza di "decreto legge semplificazioni" che riporta una serie di novità in temi ambientali; due di queste si distinguevano, però, per...
Scopri di più
Rifiuti, torna l’onere per la tracciabilità
Il Governo incassa a Montecitorio la sua nona fiducia (sei alla Camera e tre al Senato) con 310 si, un astenuto e 245 no, su quello che a metà dicembre...
Scopri di più
Scavi a cielo aperto: le novità nella guida Inail 2018
Il termine “scavo” in edilizia indica qualunque asportazione di rocce e/o terra dall’originaria collocazione, necessaria alla creazione di splateamenti, cavità, di forme e dimensioni opportune, necessari per la realizzazione di...
Scopri di più
Inail: salute e sicurezza del personale hotel a bordo delle navi
La tutela della salute e sicurezza della cosiddetta ‘gente di mare’ passa anche attraverso una costante e capillare opera di divulgazione della cultura della prevenzione, finalizzata a rendere sempre più...
Scopri di più
La nuova guida Inail sui sistemi di protezione individuale contro il rischio di caduta dall’alto
Continuiamo a parlare di dispositivi di protezione, opere provvisionali e attrezzature utilizzate dai lavoratori nei cantieri edili attraverso la collana dell’Inail “Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili” In...
Scopri di più
Ecco la guida NIST per la protezione dei dati personali
Il regolamento generale sulla protezione dei dati, recepito alla fine di agosto 2018, ha destato in molti titolari e responsabili del trattamento una elevata sensibilità alla protezione dei dati. Per...
Scopri di più
Il rischio biologico nel settore agro-zootecnico e forestale
Il settore agro-zootecnico continua a costituire in Italia una importante parte della realtà produttiva. In particolare “i dati dell’ultimo censimento dell’agricoltura indicano che nel 2010 in Italia esistevano poco più...
Scopri di più
Inail: utilizzo e classificazione dei trabattelli nei cantieri
Le linee guida di riferimento definiscono i trabattelli come “torri mobili costituite da elementi prefabbricati che presentano uno o più impalcati di lavoro e appoggiano a terra permanentemente su ruote”....
Scopri di più
Sicurezza negli scavi: l’uso di tecniche alternative di scavo
La prevenzione degli infortuni nel mondo del lavoro non è data solo dal rispetto della normativa in materia di sicurezza e dall’applicazione delle protezioni necessarie in presenza di rischi lavorativi,...
Scopri di più
La sicurezza nella sanificazione negli impianti di climatizzazione
Chiariamo subito che per sanificazione, si intende un’attività che ha l’obiettivo di rendere “sano” un oggetto o una superficie; nel caso degli impianti di climatizzazione la sanificazione prevede: la pulizia,...
Scopri di più
Come valutare il rischio microclima nei luoghi di lavoro
Il microclima è il complesso dei parametri climatici dell’ambiente nel quale un individuo vive o lavora. E l’interazione dell’individuo, del lavoratore, con l’ambiente termico che lo circonda “può dar luogo...
Scopri di più

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web.

cookie policy

Powered by WishList Member - Membership Software

X
X
X