Privacy, bella e impossibile

Se è vero che la gestione dei dati è il petrolio del prossimo futuro, la sua tutela dovrebbe essere una priorità per i legislatori. Invece fa acqua da tutte le parti. Lo scrive il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali nella relazione annuale al Parlamento. Antonello Soro ha presentato una situazione per molti aspetti simile a un Far west. E questo nonostante dal 25 maggio sia entrata in vigore la nuova direttiva europea sul Gdpr, che tanti grattacapi ha creato, e sta creando, alle imprese italiane. È troppo difficile stanare e sanzionare chi non rispetta le regole sulla privacy, troppo facile fare marketing selvaggio e poi chiudere bottega e riaprire con un nome diverso, portandosi dietro copie delle liste irregolari, magari utilizzando srl semplificate con mille euro di capitale sociale e usando filiere di società, magari estere, detentori di data base, arrivati lì chissà come e chissà quando.
Anche il legislatore, sottoposto alla pressione di lobby potentissime, non sempre aiuta: per esempio quando aumenta a sei anni il periodo di conservazione dei dati telefonici. O permetta alla pubblica amministrazione di fare accordi con operatori dell’informazione, rischiando di consegnargli i dati dei contribuenti. Oppure non dando attuazione alle leggi che pure ci sono: per esempio, la legge n. 5 dell’11 gennaio 2018 è ancora in attesa del suo provvedimento attuativo (che avrebbe dovuto essere emanato entro metà aprile), senza il quale la possibilità di iscriversi al registro delle opposizioni per revocare l’effetto di tutti i consensi pregressi non è operativa.
L’impossibilità di governare e disciplinare una materia come questa è dimostrata platealmente dalle violazioni commesse dei più grandi operatori della rete. Qualche settimana fa il Garante della privacy francese ha condannato Facebbok al pagamento di 150 mila euro per non avere informato in modo adeguato gli utenti in merito alle modalità e agli scopi del trattamento effettuato sui loro dati personali e per avere proposto pubblicità mirata in assenza di una base legale che lo consentisse. E chi non si ricorda lo scandalo Cambridge analytica, con i dati venduti da Facebook? Non si tratta certo delle uniche condanne subite ma evidentemente gli introiti garantiti da una gestione aggressiva dei dati degli utenti compensano di gran lunga non solo il peso delle sanzioni economiche ma anche l’eventuale danno reputazionale. E questo vale, a maggior ragione, per le società più piccole, spesso prive anche di un minimo di reputazione da difendere.
L’unico modo per affrontare seriamente il problema, prendendo il toro per le corna, probabilmente è quello di monetizzare la proprietà dei dati da parte di chi li produce. Se il petrolio viene estratto dal mio giardino e non c’è modo (e forse non ha nemmeno molto senso) di bloccarne l’estrazione, almeno consentitemi di venderlo.
C’è una sentenza della Corte di cassazione che sembra aver già mosso i primi passi in questa direzione. Si tratta di una decisione della prima sezione civile del 2 luglio 2018, secondo la quale la legge “consente al gestore di un sito Internet, il quale somministri un servizio fungibile, cui l’utente possa rinunciare senza gravoso sacrificio (nella specie servizio di newsletter su tematiche legate alla finanza, al fisco, al diritto e al lavoro), di condizionare la fornitura del servizio al trattamento dei dati per finalità pubblicitarie, sempre che il consenso sia singolarmente ed inequivocabilmente prestato in riferimento a tale effetto”. In teoria il consenso dovrebbe essere libero, quindi non si potrebbe utilizzarlo come merce di scambio, ma la Cassazione in questo caso è andata oltre e ha mosso un piccolo passo verso la monetizzazione dei propri dati personali. C’è ancora molta strada da fare, ma probabilmente è questa la direzione più proficua se si vuole una tutela reale del diritto alla privacy, piuttosto che continuare a imporre adempimenti sempre più gravosi (e inutili) a carico di imprese e cittadini.

Articolo tratto da ItaliaOggi

Scarica la lista di ispezioni pre-utilizzo di seguito… (è necessario essere registrati al sito per procedere al download)

Check-list ispezioni pre-utilizzo PLE

Articoli correlati

Le “autorizzazioni generali” al vaglio del Garante privacy
Sulla tavola della protezione dei dati personali sono state molte le primizie da assaporare negli ultimi tempi: gli strumenti della riforma Ue, comprensiva del regolamento generale e della direttiva per...
Scopri di più
In Gazzetta il riordino delle regole sulla privacy
Il decreto che coordina la vecchia normativa nazionale sulla protezione dei dati personali con il nuovo regolamento sulla privacy entrerà in vigore il prossimo 19 settembre. È l’effetto della pubblicazione...
Scopri di più
Privacy, valutazione fai-da-te
Una valutazione di impatto privacy per tutto. Serve per giustificare l’allungamento del periodo di conservazione dei dati per il marketing e la profilazione della clientela, per la videosorveglianza, per l’istallazione...
Scopri di più
L’evoluzione dei dispositivi di sicurezza nelle PLE
Sono trascorsi ormai 17 anni dalla prima pubblicazione della EN280 (2001) che, con la versione del 2013 e successivamente con la 2015, ha modificato molti aspetti legati alla sicurezza, introducendo...
Scopri di più
I suggerimenti dell’Inail per una alimentazione corretta sui luoghi di lavoro
Le malattie croniche non trasmissibili uccidono nel mondo circa 40 milioni di persone ogni anno (pari al 70% dei decessi), l’86% dei decessi in Europa; sono patologie che di frequente...
Scopri di più
Privacy, bella e impossibile
Se è vero che la gestione dei dati è il petrolio del prossimo futuro, la sua tutela dovrebbe essere una priorità per i legislatori. Invece fa acqua da tutte le...
Scopri di più
Prevenzione avviamento inatteso macchine: la nuova norma EN ISO 14118:2018
La nuova norma UNI EN ISO 14118:2018 sull’avvio inatteso si può quasi definire “il LOTO stile ISO”. Le procedure di lockout/tagout (LOTO) rappresentano la metodologia più diffusa per effettuare l’isolamento...
Scopri di più
Iper-ammortamento, si cambia
L’agevolazione del 250% apre anche a beni che non prendono istruzioni dal sistema informatico di fabbrica. Il requisito, che sembrava fondamentale fino alla pubblicazione della circolare 1° agosto 2018, decade....
Scopri di più
Stress da lavoro: come ricaricare le batterie durante la pausa estiva
Per milioni di italiani le vacanze sono alle porte, per altri sono già passate mentre, per altri ancora, forse non sono mai iniziate. Quel che è certo è che le...
Scopri di più
Testamento privacy sui social
Testamento privacy per i social network: lo prevede il decreto legislativo, approvato definitivamente dal governo l’8 agosto 2018, di armonizzazione del codice della privacy al regolamento Ue sulla protezione dei...
Scopri di più
La privacy impone il Registro dei dati nelle aziende con più di 250 dipendenti
Grandi aziende chiamate a redigere il registro del trattamento dei dati. È uno degli adempimenti più importanti previsti dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali, in vigore dal...
Scopri di più
Privacy europea, ingresso soft
Ingresso soft nella privacy europea. Prevista gradualità dell’attività ispettiva sull’adeguamento delle imprese e delle P.A. al Regolamento Ue sulla protezione dei dati 2016/679, operativo dal 25 maggio 2018. A stabilirlo...
Scopri di più
I consigli privacy per le vacanze, droni in spiaggia con cautela
Attenti al drone: non deve diffondere i visi di persone riconoscibili; attenti al wi-fi: se non protetto, carpisce dati sensibili; attenti ai minori: meglio non postare immagini su social network....
Scopri di più
Privacy, dipendenti tracciabili
Tracciabilità dello smartphone possibile, in alcuni casi anche senza consenso; ma con garanzie per i lavoratori e i terzi. È uno degli aspetti che emerge dalla relazione del 2017 del...
Scopri di più
Stop assoluto al rumore dei bar dopo le 23
Immissioni acustiche intollerabili: il giudice può inibire le attività commerciali e l’uso del suolo pubblico. Lo ha chiarito il Tribunale di Como con l’ordinanza del 21 giugno 2018. La controversia...
Scopri di più
Privacy, 140 cyberattacchi al giorno. Denunce di data breach a +500%
A maggio gli attacchi informatici hanno toccato la soglia di 140 al giorno e nell’ultimo mese le comunicazioni di data breach al Garante della privacy sono aumentati di oltre il...
Scopri di più
Linee guida e buone prassi: le misure di sicurezza nell’uso delle scale
Il rischio di caduta dall’alto nei lavori edili rappresenta la modalità di accadimento di infortunio che, con maggiore frequenza, genera infortuni gravi e mortali. E se diverse ricerche attribuiscono alla...
Scopri di più
INAIL: OT 24 – online il nuovo modello per le istanze 2019
L’Inail comunica che è disponibile nella sezione “Moduli e modelli” il nuovo modello OT/24 per le istanze che verranno inoltrate nel 2019. Pubblicato nel portale Inail, il nuovo OT/24 per...
Scopri di più
Come utilizzare in sicurezza una piattaforma nei lavori in quota
Sono molti i fattori di rischio di cui tener conto nell’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili (PLE): dai rischi di rovesciamento/ribaltamento all’investimento di persone, dalla caduta dall’alto ai rischi di...
Scopri di più
Le verifiche e la sicurezza delle autogrù
Sappiamo che l’articolo 71 del Testo Unico Sicurezza prescrive che le attrezzature di lavoro, elencate nell’allegato VII del TU, devono essere sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato...
Scopri di più

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web.

cookie policy

Powered by WishList Member - Membership Software

X