Privacy, valutazione fai-da-te

Una valutazione di impatto privacy per tutto. Serve per giustificare l’allungamento del periodo di conservazione dei dati per il marketing e la profilazione della clientela, per la videosorveglianza, per l’istallazione del sistema satellitare, per dispositivi di sicurezza indossati dai lavoratori.
Per essere in regola con la privacy, la valutazione di impatto privacy è l’adempimento, ispirato alla filosofia del fai da te, con cui le imprese devono (in fretta) imparare ad avere dimestichezza.
Imprese con meno lacci e lacciuoli, dunque, perché non devono sottostare a procedure autorizzative preventive all’inizio dell’attività; ma anche imprese più responsabilizzate, perché devono dettare a se stesse le condizioni di legittimità, sapendo che possono essere controllate proprio sull’esatta valutazione delle misure necessarie a rispettare le persone.
Lo impone il “Gdpr”, il Regolamento Ue 2016/679, che ha ribaltato il modo di programmare la regolazione della privacy aziendale. I settori interessati dal nuovo metodo privacy all’europea sono cruciali, come risulta dall’analisi dei provvedimenti del Garante adottate a cavallo di una data fatidica: il 25 maggio 2018.
Fino a quel giorno, nei casi di rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, le imprese dovevano chiedere al Garante una verifica preliminare e ottenere un provvedimento di natura sostanzialmente autorizzativa. Questo modo di operare è definitivamente tramontato ed alla data indicata le imprese non hanno più necessità di passare dal Garante della privacy. Questo non significa liberalizzazione dei trattamenti a rischio elevato; significa, invece, assunzione di responsabilità diretta da parte dell’impresa che non deve aspettare nessun lasciapassare dall’autorità.
A conferma si rileva, ad esempio, che sul sito del Garante (reperibile come doc-web/8990147) è stato pubblicato il seguente avviso: dal 25 maggio 2018 cessa l’obbligo di richiesta di verifica preliminare e comunicazioni relative ai sistemi di rilevazione immagine/impronta digitale (provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 27 ottobre 2005 per accedere agli istituti di credito).
Da tale data non sarà più possibile effettuare tali comunicazioni all’Autorità. Si sa, la procedura autorizzativa può essere un impaccio, perché costa tempo e denaro e l’autorità potrebbe dare prescrizioni restrittive disallineate rispetto al progetto aziendale; dall’altro lato la autorizzazione una volta rilasciata mette con le spalle al sicuro. Per usare un’immagine, è come entrare in una rotatoria con il proprio autoveicolo: non c’è semaforo e, quindi, non ci sono tempi d’attesa definiti dall’alto, ma si deve decidere da sé quando entrare senza rischiare sinistri.
Ma passiamo al setaccio gli ultimi provvedimenti del Garante di verifica preliminare, che danno indicazioni sulla condotta da tenere dal 25 maggio 2018 in avanti.

Marketing
L’estensione dei tempi di conservazione dei dati personali della clientela per finalità di profilazione e di marketing presenta un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche. Per questa ragione il Garante della privacy ha sottolineato l’obbligo (dal 25 maggio 2018) di effettuare una preliminare valutazione di impatto sulla protezione dei dati personali (ai sensi dell’articolo 35 del regolamento), per l’ipotesi di sforamento dei termini di 12 e 24 mesi, rispettivamente previsti nel regime del Codice della privacy, per profilazione e marketing diretto. Tale valutazione è sicuramente richiesta nel caso di una “valutazione sistematica e globale di aspetti personali relativi a persone fisiche, basata su un trattamento automatizzato compresa la profilazione e sulla quale si fondano decisioni che hanno effetti giuridici o incidono in modo analogo significativamente suddette persone fisiche” (provvedimenti n. 319 del 22 maggio 2018, n. 320 del 22 maggio 2018 ed altri in pari data).

Apparecchi marketing
Una società, prima del 25 maggio 2018, ha chiesto al Garante una verifica preliminare per procedere a raccolta, analisi ed elaborazione di dati, attraverso l’istallazione di apparecchiature, per finalità di marketing e ricerche di mercato.
Nel caso affrontato si è trattato di apparecchiature da posizionarsi sul soffitto di un locale o in prossimità della vetrina di un negozio: ciò allo scopo di consentire la rilevazione, con riguardo al transito e alla sosta delle persone, sia di immagini che di comportamenti delle stesse, sia della presenza dei relativi dispositivi mobili, per finalità di marketing e ricerche di mercato.
Il Garante ha detto di no. Il Garante ha, però, anche ricordato che l’istituto della verifica preliminare non rientra nel regolamento Ue 2016/679 e nel nuovo quadro spetta al titolare del trattamento effettuare una “valutazione di impatto” sulla protezione dei dati rispetto ad ogni tipologia di trattamento che possa presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche (articolo 35 del regolamento), così come pure nelle specifiche ipotesi, previste dal legislatore, con riguardo a trattamenti che implicano la valutazione di comportamenti o l’impiego di sistemi di sorveglianza sistematica in aree accessibili al pubblico. (provvedimento n. 360 del 22 maggio 2018).

Dispositivi di sicurezza
È subordinato a valutazione di impatto privacy l’utilizzo di un dispositivo di sicurezza in grado di rilevare, in caso di segnalazione d’allarme (cosiddetto sensore “man down”, attivabile in caso di malore o caduta), la posizione dei lavoratori che operano “in solitaria”.
Il datore di lavoro, dal 25 maggio 2018, deve valutare autonomamente la conformità del trattamento che intende effettuare alla disciplina privacy, verificando il rispetto di tutti i principi in materia ed effettuando, se necessario, una valutazione di impatto ex articolo 25 del Regolamento Ue (provvedimento n. 364 del 22 maggio 2018).

Gps
Con il provvedimento n. 396 del 28 giugno 2018 il Garante ha individuato la valutazione di impatto privacy quale adempimento necessario relativo all’istallazione e all’utilizzo di un sistema di localizzazione dei veicoli aziendali.

Body Cam
Per il sistema indossabile di videosorveglianza, dato in dotazione ai dipendenti per ragioni di sicurezza e incolumità individuale, a decorrere dal 25 maggio 2018 non sarà più applicabile l’istituto della verifica preliminare disciplinato dall’articolo 17 del Codice della privacy.
Che si deve fare? Le imprese, in base al principio di responsabilizzazione (articolo 24 del Regolamento Ue 2016/679), oltre a verificare il rispetto di tutti i principi in materia, devono valutare autonomamente la conformità alla disciplina vigente del trattamento che intendono effettuare, verificando il rispetto di tutti i principi in materia nonché la necessità di effettuare, in particolare, una valutazione di impatto ex articolo 35 del citato Regolamento (provvedimento n. 362 del 22 maggio 2018).

Controllo veicoli
Per installare e utilizzare un sistema di monitoraggio dei veicoli in transito per finalità di commisurazione del pedaggio al percorso realmente effettuato dagli utenti, dal 25 maggio 2018, il titolare del trattamento, deve valutare autonomamente la conformità del trattamento effettuando, se necessario, una valutazione di impatto ex articolo 35 del Regolamento (provvedimento n. 318 del 22 maggio 2018).

Articolo tratto da ItaliaOggi

Articoli correlati

Le “autorizzazioni generali” al vaglio del Garante privacy
Sulla tavola della protezione dei dati personali sono state molte le primizie da assaporare negli ultimi tempi: gli strumenti della riforma Ue, comprensiva del regolamento generale e della direttiva per...
Scopri di più
In Gazzetta il riordino delle regole sulla privacy
Il decreto che coordina la vecchia normativa nazionale sulla protezione dei dati personali con il nuovo regolamento sulla privacy entrerà in vigore il prossimo 19 settembre. È l’effetto della pubblicazione...
Scopri di più
Privacy, valutazione fai-da-te
Una valutazione di impatto privacy per tutto. Serve per giustificare l’allungamento del periodo di conservazione dei dati per il marketing e la profilazione della clientela, per la videosorveglianza, per l’istallazione...
Scopri di più
L’evoluzione dei dispositivi di sicurezza nelle PLE
Sono trascorsi ormai 17 anni dalla prima pubblicazione della EN280 (2001) che, con la versione del 2013 e successivamente con la 2015, ha modificato molti aspetti legati alla sicurezza, introducendo...
Scopri di più
I suggerimenti dell’Inail per una alimentazione corretta sui luoghi di lavoro
Le malattie croniche non trasmissibili uccidono nel mondo circa 40 milioni di persone ogni anno (pari al 70% dei decessi), l’86% dei decessi in Europa; sono patologie che di frequente...
Scopri di più
Privacy, bella e impossibile
Se è vero che la gestione dei dati è il petrolio del prossimo futuro, la sua tutela dovrebbe essere una priorità per i legislatori. Invece fa acqua da tutte le...
Scopri di più
Prevenzione avviamento inatteso macchine: la nuova norma EN ISO 14118:2018
La nuova norma UNI EN ISO 14118:2018 sull’avvio inatteso si può quasi definire “il LOTO stile ISO”. Le procedure di lockout/tagout (LOTO) rappresentano la metodologia più diffusa per effettuare l’isolamento...
Scopri di più
Iper-ammortamento, si cambia
L’agevolazione del 250% apre anche a beni che non prendono istruzioni dal sistema informatico di fabbrica. Il requisito, che sembrava fondamentale fino alla pubblicazione della circolare 1° agosto 2018, decade....
Scopri di più
Stress da lavoro: come ricaricare le batterie durante la pausa estiva
Per milioni di italiani le vacanze sono alle porte, per altri sono già passate mentre, per altri ancora, forse non sono mai iniziate. Quel che è certo è che le...
Scopri di più
Testamento privacy sui social
Testamento privacy per i social network: lo prevede il decreto legislativo, approvato definitivamente dal governo l’8 agosto 2018, di armonizzazione del codice della privacy al regolamento Ue sulla protezione dei...
Scopri di più
La privacy impone il Registro dei dati nelle aziende con più di 250 dipendenti
Grandi aziende chiamate a redigere il registro del trattamento dei dati. È uno degli adempimenti più importanti previsti dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali, in vigore dal...
Scopri di più
Privacy europea, ingresso soft
Ingresso soft nella privacy europea. Prevista gradualità dell’attività ispettiva sull’adeguamento delle imprese e delle P.A. al Regolamento Ue sulla protezione dei dati 2016/679, operativo dal 25 maggio 2018. A stabilirlo...
Scopri di più
I consigli privacy per le vacanze, droni in spiaggia con cautela
Attenti al drone: non deve diffondere i visi di persone riconoscibili; attenti al wi-fi: se non protetto, carpisce dati sensibili; attenti ai minori: meglio non postare immagini su social network....
Scopri di più
Privacy, dipendenti tracciabili
Tracciabilità dello smartphone possibile, in alcuni casi anche senza consenso; ma con garanzie per i lavoratori e i terzi. È uno degli aspetti che emerge dalla relazione del 2017 del...
Scopri di più
Stop assoluto al rumore dei bar dopo le 23
Immissioni acustiche intollerabili: il giudice può inibire le attività commerciali e l’uso del suolo pubblico. Lo ha chiarito il Tribunale di Como con l’ordinanza del 21 giugno 2018. La controversia...
Scopri di più
Privacy, 140 cyberattacchi al giorno. Denunce di data breach a +500%
A maggio gli attacchi informatici hanno toccato la soglia di 140 al giorno e nell’ultimo mese le comunicazioni di data breach al Garante della privacy sono aumentati di oltre il...
Scopri di più
Linee guida e buone prassi: le misure di sicurezza nell’uso delle scale
Il rischio di caduta dall’alto nei lavori edili rappresenta la modalità di accadimento di infortunio che, con maggiore frequenza, genera infortuni gravi e mortali. E se diverse ricerche attribuiscono alla...
Scopri di più
INAIL: OT 24 – online il nuovo modello per le istanze 2019
L’Inail comunica che è disponibile nella sezione “Moduli e modelli” il nuovo modello OT/24 per le istanze che verranno inoltrate nel 2019. Pubblicato nel portale Inail, il nuovo OT/24 per...
Scopri di più
Come utilizzare in sicurezza una piattaforma nei lavori in quota
Sono molti i fattori di rischio di cui tener conto nell’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili (PLE): dai rischi di rovesciamento/ribaltamento all’investimento di persone, dalla caduta dall’alto ai rischi di...
Scopri di più
Le verifiche e la sicurezza delle autogrù
Sappiamo che l’articolo 71 del Testo Unico Sicurezza prescrive che le attrezzature di lavoro, elencate nell’allegato VII del TU, devono essere sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato...
Scopri di più

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web.

cookie policy

Powered by WishList Member - Membership Software

X