Regole antincendio, via a tappe

Nuove norme sulla sicurezza antincendio in condominio. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 5 febbraio 2019 del decreto del ministero dell’interno del 25 gennaio 2019 sono infatti state apportate modifiche all’allegato tecnico del precedente decreto ministeriale n. 246 del 16 maggio 1987 relativo alla sicurezza degli edifici di civile abitazione. Le nuove regole entreranno in vigore il prossimo 6 maggio 2019 per le nuove costruzioni, mentre per gli edifici già esistenti è stato previsto un calendario maggiormente variegato. Per questi ultimi, infatti, entro il 6 maggio 2020 occorrerà procedere all’adozione di tutte le disposizioni antincendio e di quelle atte a garantire l’esodo in caso di incendio in totale sicurezza, mentre entro il 6 maggio del 2021 si dovrà provvedere all’installazione degli impianti di segnalazione manuale di allarme antincendio (previsto solo per gli edifici con altezza superiore a 54 m) e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza (previsto solo per gli edifici con altezza superiore a 80 m). In questi casi la misura da considerare non è la semplice altezza del fabbricato, ma quella antincendio, secondo la definizione contenuta nel D.M. del 30 novembre 1983. Per gli edifici di civile abitazione esistenti alla data di entrata in vigore del decreto soggetti agli adempimenti di prevenzione incendi, l’adeguamento ai nuovi obblighi andrà quindi comunicato al comando dei vigili del fuoco all’atto della presentazione dell’attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio di cui al DPR n. 151/2011.

Quattro livelli di prestazione
La nuova norma tecnica prevede quattro livelli di prestazione, ai quali corrispondono diversi adempimenti: livello zero per gli edifici di altezza compresa tra 12 e 14 metri; livello uno per gli edifici di altezza compresa tra 24 e 54 metri; livello due per gli edifici di altezza compresa tra 54 e 80 m e livello tre per gli edifici di altezza oltre 80 metri o, indipendentemente dall’altezza, se con più di 1000 occupanti. La regola tecnica prevede per ogni livello di prestazione compiti e funzioni per il responsabile dell’attività e per gli occupanti, le misure da attuare in caso di incendio e quelle antincendio preventive, nonché la pianificazione dell’emergenza e il centro di gestione dell’emergenza.

Livello di prestazione zero
In questi casi il responsabile dell’attività è chiamato a identificare le misure standard da attuare in caso di incendio, a fornire informazioni agli occupanti sulle misure da attuare in caso di incendio, a esporre un foglio informativo riportante divieti e precauzioni da osservare, numeri telefonici per l’attuazione dei servizi di emergenza, nonché le istruzioni per garantire l’esodo in caso di pericolo, a mantenere in efficienza i sistemi antincendio, effettuando verifiche di controllo e interventi di manutenzione. Gli occupanti le unità immobiliari, in condizioni ordinarie, sono quindi tenuti a osservare le indicazioni sui divieti e le precauzioni riportate nel predetto foglio informativo e a non alterare la fruibilità delle vie di esodo e l’efficacia delle misure di protezione attiva e passiva. In condizioni di emergenza, invece, gli stessi sono ovviamente tenuti ad attuare quanto previsto nel foglio informativo. Le misure standard da attuare in caso di incendio consistono nell’informazione agli occupanti sui comportamenti da tenere, dalle istruzioni per la chiamata di soccorso e le informazioni da fornire per consentire un’efficace soccorso alle azioni da effettuare per la messa in sicurezza di apparecchiature e impianti, dalle istruzioni per l’esodo degli occupanti, anche in relazione alla presenza di persone con limitate capacità motorie, al divieto di utilizzo degli ascensori.

Livello di prestazione 1
Il responsabile dell’attività, oltre alle incombenze di cui sopra, è chiamato a esporre un foglio informativo e della cartellonistica riportante divieti e precauzioni da osservare, numeri telefonici per l’attivazione dei servizi di emergenza, nonché istruzioni per garantire l’esodo in caso di incendio. Il responsabile deve inoltre verificare, per le aree comuni, l’osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni normali di esercizio e adottare delle misure antincendio preventive.
Queste ultime consistono nel corretto deposito e impiego dei materiali combustibili, delle sostanze infiammabili liquide e gassose, nel mantenimento della disponibilità di vie di esodo sgombre e sicuramente fruibili, nella corretta chiusura delle porte tagliafuoco nei varchi tra compartimenti, nella riduzione delle sorgenti di innesco, nella oculata gestione dei lavori di manutenzione nella valutazione delle sorgenti di rischio aggiuntive, nell’esame dei rischi di incendio in caso di modifiche alle strutture, alle finiture, al rivestimento delle facciate, all’isolamento termico e acustico e agli impianti. Occorre poi provvedere alla pianificazione dell’emergenza, che può essere limitata all’informazione agli occupanti sui comportamenti da tenere. Ove presente l’impianto di rivelazione automatica o manuale dell’incendio, dovrà essere prevista apposita istruzione di impiego e attivazione dell’allarme.

Livello di prestazione 2
I compiti del responsabile dell’attività sono gli stessi del livello di prestazione uno e, in aggiunta, è prevista l’installazione di un impianto di segnalazione manuale di allarme incendio con indicatori di tipo ottico e acustico, realizzato a regola d’arte. Per quanto riguarda le misure antincendio preventive, sono confermati tutti gli adempimenti del livello di prestazione uno, in aggiunta, un impianto di segnalazione manuale di allarme incendio con indicatori di tipo ottico e acustico. Inoltre, in aggiunta a quanto previsto per il livello di prestazione uno, la pianificazione dell’emergenza deve contenere le procedure di attivazione e diffusione dell’allarme.

Livello di prestazione 3
I compiti del responsabile dell’attività sono gli stessi del livello di prestazione due e, in aggiunta, lo stesso deve occuparsi di predisporre un centro di gestione dell’emergenza, designare il responsabile della gestione della sicurezza antincendio, designare il coordinatore dell’emergenza (soggetti in possesso di attestato di idoneità tecnica a seguito di frequenza di corso di rischio elevato in base al D.M. 10 marzo 1998), prevedere l’istallazione di un impianto Evac a regola d’arte. Il responsabile della gestione della sicurezza antincendio, che può anche coincidere con il responsabile dell’attività, è chiamato a pianificare e organizzare le attività della gestione della sicurezza antincendio, dalla predisposizione delle procedure gestionali e operative, relative alle misure antincendio preventive all’aggiornamento della pianificazione dell’emergenza, dal controllo periodico delle misure di prevenzione adottate alla fornitura al coordinatore dell’emergenza delle necessarie informazioni e procedure da adottare previste nella pianificazione dell’emergenza, fino alla segnalazione al responsabile dell’attività di eventuali non conformità e delle inadempienze di sicurezza antincendio. Il coordinatore dell’emergenza sovrintende all’attuazione della pianificazione di emergenza e delle misure di evacuazione previste e si interfaccia con i responsabili delle squadre dei soccorritori. Se presente sul posto, collabora alla gestione dell’emergenza presso il centro di gestione dell’emergenza, altrimenti deve essere immediatamente reperibile secondo le procedure di pianificazione di emergenza. Le misure antincendio preventive sono le stesse del livello di prestazione due con l’aggiunta della predisposizione del centro di gestione dell’emergenza e del sistema di allarme vocale per scopi di emergenza realizzato a regola d’arte. Nella pianificazione dell’emergenza, in aggiunta a quanto previsto per il livello di protezione due, la stessa deve contenere le procedure di attivazione del centro di gestione dell’emergenza. Quest’ultimo consiste in una unità immobiliare utilizzata per il coordinamento delle operazioni da effettuarsi in condizioni di emergenza e può essere costituito in un locale anche a uso non esclusivo (per esempio la portineria). Il centro di gestione dell’emergenza deve essere fornito almeno di informazioni necessarie alla gestione dell’emergenza, di una centrale di gestione del sistema Evac e di una centrale di controllo degli impianti rilevanti ai fini antincendio, ove presenti.

Articolo tratto da ItaliaOggi

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