Come ridurre il rischio elettrico nei lavori su impianti elettrici a bassa tensione

Il rischio elettrico riguarda la maggior parte dei lavoratori e, in particolar modo, i lavoratori che si occupano dell’esercizio, della manutenzione o delle verifiche dei sistemi elettrici, nonché i lavoratori impiegati in un’attività lavorativa svolta nei pressi di impianti elettrici, come ad esempio la potatura di piante o altre attività nei cantieri edili in presenza di linee elettriche aeree.
Con il D.Lgs. 81/2008 (TU), le norme CEI 11-15/CEI 11-27 e il recepimento della norma EN 50110-1:2013 si hanno ormai a disposizione tutte le disposizioni necessarie per ridurre il rischio nei lavori con rischio elettrico.
Partendo da questo presupposto l’Inail ha recentemente prodotto una nuova pubblicazione proprio per far conoscere a datori di lavoro e operatori la normativa e migliorare la sicurezza dei lavoratori.
Un aspetto trattato, su cui ci soffermiamo in questo breve articolo, è quello della formazione dei lavoratori con riferimento a quanto pubblicato nella norma tecnica nazionale che disciplina i lavori elettrici: la norma CEI 11-27 (IV edizione) pubblicata nel 2014.

Lavoro con rischio elettrico
Nel documento si ricorda che nella norma CEI 11-27 (IV edizione) il rischio relativo ai lavori elettrici è stato messo in correlazione con la zona di lavoro “definita in base alla distanza dalle parti attive non protette (o non sufficientemente protette)”. E ai fini pratici “è definito lavoro con rischio elettrico qualsiasi lavoro (elettrico o non elettrico) che si svolge con distanze dalle parti attive non protette inferiori alle distanze dell’Allegato IX del Testo Unico. Tali distanze sono state indicate nella nuova norma col simbolo DA9.
Inoltre il lavoro con rischio elettrico “si suddivide in lavoro non elettrico e lavoro elettrico. Il lavoro non elettrico si ha quando la distanza dalle parti attive accessibili è compresa tra DV e DA9. Il lavoro elettrico si ha quando la distanza di lavoro dalle parti attive accessibili è inferiore alla distanza di prossimità, chiamata DV nella norma, o quando si lavora fuori tensione su tali parti”.

Come indicato nella figura 5.1, ripresa dal documento Inail, il lavoro elettrico deve essere eseguito da: PES (“persona esperta” in ambito di lavori elettrici) o PAV (“persona avvertita” in ambito di lavori elettrici), oppure, se non si tratta di lavoro sotto tensione, da PEC (“persona comune, cioè non esperta e non avvertita, in ambito di lavori elettrici”) sotto la supervisione di PES, o da PEC sotto la sorveglianza costante di PES o PAV.
Il documento ricorda che per supervisione si intende “un complesso di attività, svolte prima di eseguire un lavoro, al fine di mettere i lavoratori in condizioni di operare in sicurezza senza ulteriore necessità di controllo”.

La formazione nell’ambito dei lavori elettrici
La norma 11-27 stabilisce che, in presenza di rischio elettrico, “nessun lavoro deve essere eseguito da persone prive di adeguata formazione, dove per formazione si intende l’insieme delle iniziative che conducono il soggetto a possedere:

  1. conoscenze teoriche,
  2. abilità esecutive,
  3. capacità organizzative (nonché effettuare valutazioni e prendere decisioni), sufficienti a permettere di compiere in piena sicurezza le attività affidate (CEI 11- 27 punto 4.10)”.

Inoltre la norma indica che PES e PAV devono possedere le seguenti qualità (CEI 11-27 punto 4.15.1):

  1. “istruzione: conoscenza dell’impiantistica elettrica e della relativa normativa di sicurezza, nonché capacità di riconoscere i rischi e i pericoli connessi ai lavori elettrici;
  2. esperienza di lavoro maturata: conoscenza delle situazioni caratterizzanti una o più tipologie di lavori elettrici e della maggior parte delle situazioni anche non ricorrenti nello svolgimento di tali lavori;
  3. caratteristiche personali, significative per la professione: equilibrio psicofisico, attenzione, precisione e ogni altra caratteristica che concorra a far ritenere affidabile il lavoratore”.

In particolare “una persona per poter essere definita PES deve possedere pienamente le qualità necessarie precedentemente citate. Una PAV non possiede completamente tutte le qualità, ma le possiede almeno in parte, ad esempio ad un livello base (è una figura in evoluzione verso la condizione di PES)”. Mentre una PEC “non possiede le qualità indicate per la tipologia di lavoro elettrico in corso”. Si segnala poi che per i lavoratori dipendenti “la condizione di PES o PAV è attribuita dal datore di lavoro (con l’indicazione delle tipologie dei lavori cui si riferisce), sulla base dell’istruzione, dell’esperienza e delle caratteristiche personali significative dal punto di vista professionale (CEI 11-27 punto 4.15.2). Il datore di lavoro si avvale anche delle valutazioni del medico competente. Per i lavoratori autonomi è sufficiente un’autocertificazione basata su una documentazione idonea (CEI 11-27 punto 4.15.3)”.

L’attività formativa per PES e PAV
Rimandiamo alla lettura integrale del documento, che si sofferma su molti altri aspetti della formazione per i lavori sotto tensione. La norma CEI 11-27 prevede, infatti, come requisito per poter eseguire lavori sotto tensione in bassa tensione anche l’ottenimento dell’idoneità ai lavori su sistemi di Categoria 0 e I, idoneità su cui ci soffermeremo in futuri articoli. Raccogliamo, invece, dal documento alcune indicazioni specifiche sull’attività formativa per PES e PAV. Si indica che l’azione formativa “si sviluppa comprendendo corsi tradizionali o multimediali, addestramento operativo, simulazioni, affiancamento e/o altre iniziative utili al raggiungimento dello scopo. Tutte le attività formative svolte devono essere documentate e devono prevedere momenti di valutazione dei risultati raggiunti. La durata e l’ampiezza dell’attività formativa dipendono da vari fattori non ultima la valutazione della preparazione scolastica e dell’esperienza pregressa”.

In particolare per quanto riguarda la bassa tensione “(sistemi di Categoria 0 e I, cioè, per chiarezza, fino a 1000 V c.a. e 1500 V c.c.), è raccomandata, comunque, una durata minima per la preparazione teorica (livello 1A) non inferiore alle 10 ore (CEI 11-27), oltre alla preparazione pratica (livello 1B)”. Riprendiamo, infine, le conoscenze teoriche e pratiche secondo il punto 4.15.5 della norma CEI 11-27.

Livello 1A – Conoscenze teoriche:

  • Conoscenze di elettrotecnica generale;
  • conoscenze specifiche per la tipologia di lavoro;
  • conoscenza delle principali disposizioni legislative in materia di sicurezza elettrica (con particolare riguardo al decreto legislativo 81/08);
  • conoscenza delle prescrizioni delle norme:
    • CEI En 50110-1 e CEI 11-27, per gli aspetti comportamentali;
    • CEI 64-8 per gli aspetti costruttivi di impianti in BT;
    • CEI En 61936-1 (CEI 99-2) e CEI En 50522 (CEI 99-3) per gli aspetti costruttivi di impianti AT e MT;
    • di eventuali altre norme pertinenti alla tipologia impiantistica su cui si dovrà operare;
  • nozioni sugli effetti dell’elettricità (compreso l’arco elettrico) sul corpo umano;
  • cenni di primo intervento di soccorso;
  • attrezzatura e DPI: impiego, verifica e conservazione;
  • le procedure di lavoro generali e/o aziendali:
    • le responsabilità ed i compiti del RI e del PL;
    • la preparazione del lavoro;
    • la documentazione;
    • le sequenze operative di sicurezza;
    • le comunicazioni;
    • il cantiere;
  • il livello 1A deve prevedere anche gli aspetti teorici delle conoscenze pratiche di cui al livello 1B.

Livello 1B – Conoscenze e capacità per l’operatività:

  • Metodologie di lavoro richieste per l’attività (specifiche di ogni azienda),
  • predisposizione e corretta comprensione dei documenti specifici aziendali (ad es.: Piano di lavoro, documenti di consegna e restituzione impianto, ecc.);
  • modalità di scambio delle informazioni;
  • definizione, individuazione, delimitazione della zona di lavoro;
  • valutazione delle distanze;
  • apposizione di barriere e protezioni;
  • apposizione di blocchi ad apparecchiature o a macchinari;
  • messa a terra e in cortocircuito;
  • verifica dell’assenza di tensione;
  • valutazione delle condizioni ambientali;
  • uso e verifica dei DPI previsti nelle disposizioni aziendali.

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura integrale del documento !

Lavori su impianti elettrici in bassa tensione

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