Rischio da esposizione a sostanze cancerogene

La direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ha per oggetto la protezione dei lavoratori contro i rischi per la loro salute e la loro sicurezza derivanti dall’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro. Tale direttiva, mediante un quadro di principi generali che consentono agli Stati membri di assicurare la giusta applicazione delle prescrizioni minime, prevede un livello coerente di protezione contro i rischi derivanti da agenti cancerogeni e mutageni. I valori limite di esposizione professionale vincolanti, stabiliti sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici, la fattibilità economica, una valutazione approfondita dell’impatto socio-economico e la disponibilità di protocolli e tecniche di misurazione dell’esposizione sul luogo di lavoro, sono elementi importanti delle modalità generali di protezione dei lavoratori istituite da tale direttiva.
Il rispetto di detti valori limite non pregiudica gli altri obblighi a carico dei datori di lavoro, in particolare la riduzione dell’utilizzazione di agenti cancerogeni e mutageni sul luogo di lavoro, la prevenzione o la limitazione dell’esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni e mutageni e le misure che dovrebbero essere attuate a tal fine. Esse dovrebbero includere, sempre che sia tecnicamente possibile, la sostituzione dell’agente cancerogeno o mutageno con una sostanza, una miscela o un procedimento che non sia o sia meno nocivo alla salute del lavoratore, il ricorso a un sistema chiuso o altre misure volte a ridurre il livello di esposizione dei lavoratori. In tale contesto è essenziale tener conto del principio di precauzione, ove vi siano incertezze.L’unione europea, nel dicembre 2017, ha emanato una nuova direttiva, la 2398/2017 allo scopo di aggiornare i limiti fissati per alcune sostanze cancerogene e mutagene dalla precedente direttiva 2004/37/CE. Per la maggior parte degli agenti cancerogeni e mutageni non è scientificamente possibile individuare livelli al di sotto dei quali l’esposizione non produrrebbe effetti nocivi. Nonostante la fissazione di valori limite sul luogo di lavoro relativamente agli agenti cancerogeni e mutageni a norma della nuova direttiva non elimini completamente i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dall’esposizione durante il lavoro (rischio residuo), essa contribuisce comunque a una riduzione significativa dei rischi derivanti da tale esposizione. Per tutti gli altri agenti cancerogeni e mutageni è invece scientificamente possibile individuare livelli al di sotto dei quali l’esposizione non dovrebbe produrre effetti nocivi.Secondo il nuovo documento (direttiva 2398/2017), è necessario che gli Stati membri raccolgano dati appropriati e coerenti presso i datori di lavoro per garantire la sicurezza dei lavoratori e assicurare loro un’assistenza adeguata ai fini della verifica sull’attuazione della direttiva 2004/37/CE. La direttiva 2004/37/CE prescrive ai datori di lavoro di utilizzare procedure appropriate già esistenti per la misurazione dei livelli di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni sul luogo di lavoro, in considerazione del fatto che lo SCOEL (Scientific Committee on Occupational Exposure Limits) indica nelle proprie raccomandazioni di effettuare il monitoraggio dell’esposizione ai valori limite di esposizione professionale e ai valori limite biologici raccomandati. Il miglioramento dell’equivalenza delle metodologie per la misurazione della concentrazione di agenti cancerogeni e mutageni nell’aria in relazione ai valori limite fissati dalla direttiva 2004/37/CE è importante per rafforzare gli obblighi in essa previsti e garantire un livello elevato e assimilabile di protezione della salute dei lavoratori e condizioni di parità nell’Unione.
Il nuovo documento dell’UE apporta delle modifiche ai valori limite imposti per determinate tipologie di sostanze alla luce di dati scientifici e tecnici più recenti.
Come si legge nel testo della direttiva, viene evidenziata la necessità di rivedere i valori limite per il cloruro di vinile monomero e le polveri di legno duro di cui all’allegato III della direttiva 2004/37/CE e secondo anche quanto raccomandato dallo SCOEL e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. L’esposizione mista a più di una specie di legno (duro e tenero) è molto comune, il che complica la valutazione in termini di esposizione delle varie specie di legno. L’esposizione alle polveri di legno duro e di legno tenero è comune tra i lavoratori nell’Unione e può causare malattie e sintomi respiratori; l’effetto più grave sulla salute è il rischio di tumori nasali e nasosinunasali. È opportuno pertanto stabilire che, se le polveri di legno duro sono mischiate con altre polveri di legno, il valore limite di cui all’allegato per polveri di legno duro dovrebbe applicarsi a tutte le polveri di legno presenti nella miscela in questione.
Per quanto riguarda l’esposizione a polvere di legno duro, in Italia il Valore Limite di esposizione Professionale (VLP) in vigore è quello dei Decreti Legislativi 66 e 81 e corrisponde al recepimento delle Direttive Europee 38 e 37: il VLP per le poveri di legno – calcolato per un periodo di riferimento di otto ore – è di 5 mg/m3. Ma secondo le Linee Guida del Coordinamento Tecnico delle Regioni tale Valore Limite “è alquanto elevato e scarsamente giustificato sul piano tecnico-sanitario” per i seguenti motivi:

  1. l’esposizione a polveri di legno, oltre a patologie tumorali, può indurre patologie respiratorie allergiche anche a concentrazioni molto inferiori al valore limite;
  2. attualmente è possibile contenere tecnicamente l’esposizione a polveri di legno ben al di sotto dei 5 mg/m3.

La nuova Direttiva abbassa allora il limite a 2 mg/m3, tuttavia per cinque anni il limite sarà più alto (3 mg/m3) per permettere alle aziende di adeguarsi.

Anche il cloruro di vinile monomero passa da 7.77 mg/m3 (secondo i decreti 66 e 81) a 2.6 mg/m3. Già qualche anno fa, l’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) aveva indicato come limite di TLV-TWA il valore 2,6 mg/m3.
Rimane invece inalterato il Valore Limite di Esposizione Professionale (VLP) per il benzene fissato a 3.25 mg/m3.
Per i composti del cromo esavalente classificati cancerogeni il limite fissato è di 0,005 mg/m³. Anche in questo caso vi è un periodo di transizione pari a 5 anni in cui il limite è pari al doppio (0.010 mg/m³). È stata introdotta una deroga per i procedimenti di saldatura e taglio al plasma o analoghi procedimenti di lavorazione che producono fumi: il valore limite di esposizione sarà di 0,025 mg/m³ fino al 17 gennaio 2025 e di 0,005 mg/m³ successivamente.

Per la silice libera cristallina, questa direttiva finalmente fissa un valore limite di esposizione lavorativa pari a 0,1 mg/m3 e include tra le lavorazioni che comportano rischi di esposizione ad agenti cancerogeni “i lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione”. Il problema dell’esposizione a Silice Libera Cristallina (SLC) nei luoghi di lavoro è particolarmente rilevante, essendo tale agente di rischio presente in numerose attività lavorative. La SLC è infatti estremamente comune in natura e utilizzata in una vasta gamma di prodotti di uso civile e industriale. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro l’ha classificata come cancerogena certa (gruppo 1) già nel 1997, ne ha rivalutato i dati di tossicità nel 2010 confermandone la cancerogenicità ( Volume 100, parte C, Monografia IARC).

Altri due aspetti importanti considerati dalla direttiva sono:

  1. le sostanze tossiche per la riproduzione: la Commissione europea dovrà valutare la possibilità di includerle nel campo di applicazione della direttiva al più tardi entro il primo trimestre del 2019 e potrà presentare una proposta legislativa in materia;
  2. sorveglianza sanitaria: il medico o l’autorità preposta alla sorveglianza medica dei lavoratori negli Stati membri può segnalare la necessità di proseguire la sorveglianza sanitaria dopo la fine dell’esposizione per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore interessato.

Alla luce di questi ultimi due aspetti e dei limiti modificati di cui si parlava in precedenza, la Commissione Europea ha sancito la necessità di modificare e aggiornare la vecchia direttiva 2004/37/CE con la nuova 2398/2017 che è entrata in vigore il 17 gennaio 2018 e, trattandosi di un documento inerente la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro, dovrà essere recepita entro due anni dalla sua entrata in vigore da tutti gli Stati membri ovvero entro il 17 gennaio 2020.

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