RLS, la dimenticanza costa cara

Troppo cara la gestione della “rappresentanza” dei lavoratori sulla sicurezza. Per una facoltà dei lavoratori (la designazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, gli RLS, è una facoltà dei lavoratori, non un obbligo per l’azienda), il datore di lavoro può essere sanzionato con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda fino a 18 mila euro se non forma i rappresentanti. Non comunicare all’Inail i nominativi degli eletti o designati dai lavoratori, inoltre, può costare una sanzione fino a 341 euro. Dal 16 luglio, quella telematica e l’unica modalità possibile per fare le comunicazioni degli RLS a disposizione di tutti datori di lavoro, pubblici e privati, come spiegato dallo stesso Inail nella circolare n. 29/2018.

L’identikit dell’RLS
È la persona eletta o designata per rappresentare (appunto) i lavoratori in seno all’azienda su tutte le questioni attinenti agli aspetti della sicurezza sul lavoro, istituito a livello aziendale o territoriale o di sito produttivo. Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori (anche un solo lavoratore) il rappresentante è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno, altrimenti è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali (Rsu o Rsa); in assenza di rappresentanze è eletto dai lavoratori. Il numero, le modalità di designazione o di elezione dell’Rls, nonché il tempo di lavoro retribuito e gli strumenti per l’espletamento delle funzioni sono stabiliti dalla contrattazione collettiva. L’elezione dell’Rls (o di più Rls a seconda dei casi) avviene di norma in corrispondenza della giornata nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, da individuarsi nell’ambito della settimana europea per la salute e sicurezza con decreto che deve anche disciplinare le modalità.

La comunicazione all’Inail
Il datore di lavoro (o il dirigente) ha l’obbligo di comunicare all’Inail, on-line, i nominativi degli Rls. Dal 16 luglio, l’Inail ha esteso la modalità telematica di comunicazione degli Rls, già operativa per i datori di lavoro privati, anche alle amministrazioni assicurate con la speciale forma della gestione per conto dello Stato. Restano fuori solo ambasciate e consolati italiani che operano all’estero i quali fanno la comunicazione per posta elettronica certificata, Pec.
Per fare la comunicazione in modalità telematica, i datori di lavoro in possesso di credenziali di accesso rilasciate per l’invio delle denunce di infortunio e di malattia professionale vengono abilitati dall’Inail automaticamente ad accedere anche (cioè con le stesse credenziali) al nuovo servizio “dichiarazione Rls” disponibile sul sito Internet Inail. Una volta terminato l’inserimento e fatto l’invio da parte del datore di lavoro, il sistema on-line registra in archivio i dati e rilascia in stampa la comunicazione, che servirà quale ricevuta ai fini dell’esibizione in caso di ispezioni. Occhio alla sanzione: dimenticare l’adempimento è punito con una sanzione fino a 341,40 euro con un minimo di 56,90 euro.

Formazione obbligatoria (e super sanzionata)
Una volta eletto, il datore di lavoro deve provvedere affinché il Rls riceva una formazione adeguata sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione. Modalità, durata e contenuti specifici della formazione sono stabiliti in sede di contrattazione nazionale, fermo restando il contenuto minimo che prevede almeno: la legislazione speciale e generale in materia di salute sicurezza sul lavoro; la valutazione dei rischi; le nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi di formazione fissata in 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e conseguenti misure di prevenzione, con verifica di apprendimento. E’ inoltre previsto un aggiornamento annuale di quattro ore almeno a favore degli Rls occupati in aziende che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e di otto ore nelle aziende sopra le 50 unità. Anche in questo caso, occhio alle sanzioni: se l’Rls non viene formato, il datore di lavoro è soggetto a un regime sanzionatorio che prevede l’arresto da due a quattro mesi oppure un’ammenda da 1.340,19 euro a 5.807,48 euro.
Inoltre, a decorrere dal 24 settembre 2015, per effetto della riforma Jobs act, qualora la violazione si riferisca a più di cinque lavoratori, gli importi della sanzione raddoppiano e diventano da 2.680,38 euro a 11.614,96 euro; se si riferisce a più di 10 lavoratori gli importi della sanzione triplicano e diventano da 4.020,57 euro a 17.422,44 euro.

Articolo tratto a ItaliaOggi

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