Sanzioni privacy ad alta tensione

Non sarà facilissimo il coordinamento tra penale e amministrativo quando sarà in vigore la nuova disciplina a tutela della privacy. Almeno quella prevista dal decreto che adegua il nostro ordinamento giuridico al regolamento europeo n. 679 del 2016, a sua volta in vigore a far data dal 25 maggio scorso. Il problema è che la miscela tra i due ingredienti potrebbe rivelarsi indigesta.
Infatti, se è vero che è stato conservato (e accresciuto) un robusto, quanto a sanzioni, presidio penale per le principali violazioni, tuttavia è stato modificato (pur rimanendo reato di danno) l’elemento soggettivo del delitto, che non è più alternativamente la volontà di trarre profitto o di provocare un danno, ma solo la prima. E c’è già chi sostiene che la diffusione di foto “spinte” senza il consenso dell’interessato, ma per vendetta personale, potrebbe uscirne depenalizzata, come pure quella di altri dati critici come quelli sanitari se non sarà provata la volontà di ricavarne un profitto.
E qualche problema di tassatività, anche se la corte costituzionale si è sempre dimostrata molto tollerante sul punto, potrebbero averlo anche le altre due disposizioni penali di nuovo conio, quelle che fanno riferimento al numero “rilevante” di persone i cui dati possono essere acquisiti o diffusi illegalmente. Ma i punti di tensione più forti sono quelli dell’intreccio tra versante penale e amministrativo. Le sanzioni previste dal regolamento sono fissate solo nel limite massimo, che nei casi meno gravi è individuato in 10 milioni di euro e nei casi più gravi in 20 milioni di euro. Per le imprese il regolamento prevede sanzioni fino al 2 o al 4% del fatturato. Un quadro sanzionatorio potenzialmente molto più severo rispetto al precedente. La previsione del solo limite massimo della sanzione amministrativa pecuniaria attribuisce poi ampi margini di discrezionalità al garante, chiamato a infliggere le sanzioni.
Sanzioni quindi assai severe e di natura “parapenale”, tanto da fare ritenere già nelle prime valutazioni opportuno un aggiustamento del procedimento davanti al garante, in adesione peraltro a quanto sancito negli ultimi anni dalla corte europea dei diritti dell’uomo quanto al rispetto dei principi del giusto processo. Rispetto che si deve tradurre in una serie di garanzie procedurali anche solo quando il procedimento potrebbe concludersi con sanzioni formalmente amministrative ma di natura assai pesante.
Tutto da valutare poi il peso del ne bis in idem (sollevato anche dal dossier del Servizio studi della Camera che esamina il decreto di adeguamento al Gdpr); anche qui sul piano sostanziale naturalmente, visto che alcune condotte, dal trasferimento all’estero di dati sensibili, al trattamento di dati giudiziari, al telemarketing, potrebbero rivelarsi suscettibili di una potenziale doppia sanzione. Andrà cioè valutato il peso della previsione del “nocumento” nell’ipotesi base di misura penale, se cioè basta la sua previsione per considerare la norma penale come speciale e quindi prevalente in caso di sovrapposizione con quella amministrativa.
In ogni caso, altri scenari si aprono poi sul garante, di solito il primo a muoversi difronte a infrazioni: dovrà evitare di applicare la sanzione e inviare gli atti alla Procura? Oppure dovrebbe essere introdotto un meccanismo di “sonno” della misura amministrative in attesa di definizione del versante penale?
 

Articolo tratto da Il Sole24Ore

Articoli correlati

Ecco la guida NIST per la protezione dei dati personali
Il regolamento generale sulla protezione dei dati, recepito alla fine di agosto 2018, ha destato in molti titolari e responsabili del trattamento una elevata sensibilità alla protezione dei dati. Per...
Scopri di più
Privacy, i cittadini all’attacco
Poco più di 95 mila reclami da parte dei cittadini europei. È questo il primo bilancio reso noto dalla Commissione Ue a otto mesi dall’entrata in vigore, il 25 maggio...
Scopri di più
Buste paga, privacy doc
Consulenti del lavoro da nominare responsabili esterni del trattamento dei dati personali quando trattano i dati dei dipendenti dei propri clienti. Il Garante della privacy, con una nota diretta al...
Scopri di più
Niente privacy se il video in rete serve a informare il pubblico
La registrazione di un video all’interno di una stazione di polizia e la successiva diffusione del filmato su youtube rientrano nella disciplina Ue in materia di trattamento dei dati personali....
Scopri di più
Privacy semplificata per le PMI
Registro privacy semplificato per le piccole e medie imprese. Il Garante per la protezione dei dati personali ha diffuso lo scorso 8 ottobre il vademecum per uno dei principali adempimenti...
Scopri di più
Gps sotto il segno della privacy
Fornitura di apparecchi elettronici in linea con la privacy. Chi vende prodotti e sistemi deve preoccuparsi della conformità alle regole sulla protezione dei dati. Le norme del Regolamento Ue sulla...
Scopri di più
Le “autorizzazioni generali” al vaglio del Garante privacy
Sulla tavola della protezione dei dati personali sono state molte le primizie da assaporare negli ultimi tempi: gli strumenti della riforma Ue, comprensiva del regolamento generale e della direttiva per...
Scopri di più
Il decreto che coordina la vecchia normativa nazionale sulla protezione dei dati personali con il nuovo regolamento sulla privacy entrerà in vigore il prossimo 19 settembre. È l’effetto della pubblicazione...
Scopri di più
Privacy, bella e impossibile
Se è vero che la gestione dei dati è il petrolio del prossimo futuro, la sua tutela dovrebbe essere una priorità per i legislatori. Invece fa acqua da tutte le...
Scopri di più
La privacy impone il Registro dei dati nelle aziende con più di 250 dipendenti
Grandi aziende chiamate a redigere il registro del trattamento dei dati. È uno degli adempimenti più importanti previsti dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali, in vigore dal...
Scopri di più
I consigli privacy per le vacanze, droni in spiaggia con cautela
Attenti al drone: non deve diffondere i visi di persone riconoscibili; attenti al wi-fi: se non protetto, carpisce dati sensibili; attenti ai minori: meglio non postare immagini su social network....
Scopri di più
Privacy, dipendenti tracciabili
Tracciabilità dello smartphone possibile, in alcuni casi anche senza consenso; ma con garanzie per i lavoratori e i terzi. È uno degli aspetti che emerge dalla relazione del 2017 del...
Scopri di più
Privacy, 140 cyberattacchi al giorno. Denunce di data breach a +500%
A maggio gli attacchi informatici hanno toccato la soglia di 140 al giorno e nell’ultimo mese le comunicazioni di data breach al Garante della privacy sono aumentati di oltre il...
Scopri di più
Reclamo gratuito all’Authority
Se l’istanza di esercizio dei diritti, non va a buon fine, l’interessato può alternativamente rivolgersi al Garante o al tribunale. Nel caso in cui ci si rivolga all’autorità amministrativa, la...
Scopri di più
Privacy, imprese in allerta
Il reclamo privacy al Garante è gratis: per far valere i diritti previsti dal regolamento Ue 2016/679 sulla protezione dei dati non si pagano diritti di segreteria. Enti pubblici e...
Scopri di più
Privacy, una tutela facile facile
Il nuovo regolamento europeo sulla privacy, operativo dal 25 maggio, ha certamente reso più semplice la presentazione di un ricorso al Garante. Per un semplice motivo: non si paga nulla....
Scopri di più
Una procedura per gestire la violazione dei dati
Il decreto legislativo 196/2003 prevedeva che la notificazione all’autorità garante di una violazione dei dati avvenisse solo a fronte di specifiche situazioni. Il nuovo regolamento europeo invece impone una notificazione...
Scopri di più
L’avvocato ai margini del Gdpr
Gli avvocati non devono essere nominati responsabili esterni del trattamento. Anche a seguito dell’applicazione del regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679, con riferimento all’attività forense, il rapporto con il cliente...
Scopri di più
Dati da proteggere nel lavoro agile
Conciliare il lavoro “agile”, fuori dai locali dell’azienda, con la protezione dei dati (a volte riservati) che l’azienda mette a disposizione del lavoratore. È una delle esigenze che si manifestano...
Scopri di più
L’antiriciclaggio limita la privacy
I dati acquisiti e archiviati dai soggetti tenuti alla adeguata verifica ai fini antiriciclaggio prevalgono sul diritto alla privacy e all’oblio. Dal 25 maggio 2018 è divenuto pienamente applicabile nel...
Scopri di più

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web.

cookie policy

Powered by WishList Member - Membership Software

X
X
X