Le criticità nella scelta dei DPI … valutiamole insieme

Ci siamo lasciati l’ultima volta con una breve analisi dei possibili problemi che ci si trova a dover affrontare quando si parla di DPI. Passiamo adesso a vedere quali sono le criticità tipiche che si presentano nella scelta dei DPI. In particolare, elementi fondamentali, per una corretta scelta dei DPI, sono la natura del rischio e quale parte del corpo potrebbe essere interessata all’infortunio.
La normativa antinfortunistica indica una sequenza di operazioni da seguire che sembra essere chiara e di facile applicazione, ma in realtà non risulta così semplice. Si presentano infatti almeno tre tipi di difficoltà:

  • Valutazione oggettiva della stima dei rischi;
  • Valutazione del corretto collegamento tra i livelli di rischio e i livelli di prestazione dei DPI;
  • Valutazione del corretto compromesso fra l’esposizione a più di un rischio, i livelli di protezione e i tipi di DPI

Vediamoli meglio uno per uno:

Valutazione oggettiva della stima dei rischi
Il rischio è definito come il prodotto di due fattori, la probabilità di accadimento di un evento pericoloso e la severità della lesione prodotta; pur non volendo giungere ad una stima propriamente quantitativa, a volte può essere difficile valutare il rischio anche in termini approssimati, poiché esiste una oggettiva difficoltà nel reperire dati affidabili e completi sugli incidenti avvenuti. Inoltre, alcuni tipi di rischio sono difficili da quantificare attraverso misure, in quanto non vi sono disponibili strumenti adatti o non esistono indici di severità.
Esempi di questo sono le cadute dall’alto, il taglio, la lacerazione ecc. Pertanto, sarà facile effettuare errori nella scelta dei DPI. Altre volte è possibile quantificare i rischi mediante misure (contaminazione acustica, biologica, radioattiva ecc.), utilizzando adatti protocolli, e determinarne il livello, ma si deve ricorrere a sistemi complessi e a personale qualificato che spesso manca alle piccole e medie imprese.

Livelli di rischio e opportuni DPI
Sarebbe buona prassi, per una corretta scelta dei DPI, consultare anche la relativa norma di prodotto nella quale sono riportati i requisiti, le prove per assicurarsi che questi siano soddisfatti e i criteri di accettazione dei risultati delle prove. Fermo restando il fatto di disporre della norma (sono circa trecento in relazione alla direttiva 89/656/CEE, recepita in Italia con il D.Lgs n. 475/1992), spesso questa presenta troppi livelli di prestazione per ciascun requisito richiesto al DPI. Questo aspetto, invece di aiutare a ridurre efficacemente i rischi, genera incertezza e confusione nella scelta del dispositivo da reperire sul mercato, poiché crescono a dismisura le combinazioni dei livelli di prestazione e, quindi, i possibili DPI. Prendendo in considerazione la norma UNI EN 388 (guanti contro i rischi meccanici), i requisiti di base sono quattro (abrasione, taglio, strappo e perforazione) e ognuno di questi contempla quattro livelli di prestazione, a eccezione del taglio che ne ha cinque; si ricava che il numero di possibili differenti DPI risultano 320!
Inoltre, nelle norme non sono riportate le informazioni che illustrano i livelli di rischio o il tipo di applicazione corrispondente al livello di prestazione; questo trova spiegazione nel fatto che la norma è una norma di prodotto e, quindi, riporta solo i requisiti del prodotto e non le informazioni riguardanti il suo utilizzo. E’ necessario aggiungere che le prove effettuate in laboratorio non replicano le condizioni reali che si incontrano sul posto di lavoro, quindi, esiste una reale difficoltà a mettere in relazione il livello di rischio effettivo e il livello di prestazione.

Esposizione a più rischi, livelli di protezione e tipi di DPI
Durante un’attività infine possono essere presenti più di un rischio (abrasione, taglio, shock elettrico, impatto da oggetti ecc.), non necessariamente allo stesso tempo e allo stesso livello; questo comporta, inevitabilmente, nella ricerca tra la compatibilità e l’efficacia, un compromesso tra i livelli di protezione e i tipi di DPI e, comunque, alla fine, si è costretti a mantenere la protezione per tutta la durata del lavoro. Questa situazione crea problemi nell’ergonomia, nella mobilità e nella destrezza dell’operatore tali da produrre rischi aggiuntivi.

Dunque capiamo bene come la scelta dei DPI più idonei non sia affatto facile e bisogna prestare grande attenzione alla cosa per non rischiare di buttare via soldi ma, anzitutto, per evitare che dei DPI non adeguati siano addirittura causa di eventuali infortuni. In tal caso, infatti, il datore di lavoro dell’azienda rischierebbe di trovarsi a rispondere per l’infortunio accaduto al lavoratore a causa di una errata scelta dei DPI.

Continua il prossimo 14 aprile…

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