Come utilizzare in sicurezza una piattaforma nei lavori in quota

Sono molti i fattori di rischio di cui tener conto nell’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili (PLE): dai rischi di rovesciamento/ribaltamento all’investimento di persone, dalla caduta dall’alto ai rischi di compressioni, urti e schiacciamento, dalla caduta dei materiali ai rischi elettrici e ai rischi interferenziali.
Con tutti questi pericoli per l’incolumità dei lavoratori è importante poter fare sempre riferimento a idonee procedure per lavorare in sicurezza. E per avere specifiche informazioni sulla prevenzione degli infortuni nell’utilizzo delle piattaforme di lavoro, abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione su un documento che in questi anni ha fornito buone prassi lavorative correlate all’utilizzo di questa diffusa attrezzatura di lavoro.
Si tratta della “Linea guida. Uso delle Piattaforme di Lavoro Elevabili (cantieri temporanei e mobili)” approvata dalla Regione Lombardia con Decreto n. 6551 dell’8 luglio 2014 e presentata dal nostro giornale nell’articolo “ Linee guida per l’uso in sicurezza delle piattaforme di lavoro elevabili”.
Le piattaforme di lavoro e lo sbarco in quota
Segnaliamo che nel documento, oltre a indicare le misure generali o specifiche per la sicurezza de lavoratori, un capitolo è dedicato al tema dello sbarco in quota che, proprio per la sua specificità, riteniamo opportuno approfondire.
Si indica che la piattaforma di lavoro elevabile è “una macchina generalmente progettata per il solo sollevamento di persone a quote diverse, allo scopo di effettuare lavori di manutenzione, costruzione o altro dall’interno della piattaforma stessa; pertanto, essa non è destinata al trasferimento di lavoratori tra livelli diversi o per lo sbarco uscendo dalla piattaforma di lavoro in quota”. E la possibilità di sbarcare in quota da una piattaforma di lavoro elevabile non rientra tra le modalità di utilizzo, per le quali la norma armonizzata UNI EN 280 conferisce presunzione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza delle ‘Direttive Macchine’ (DPR 459/96 e D.Lgs. 17/2010), in quanto detta norma non contempla i rischi derivanti da “accessi o uscite dalla piattaforma di lavoro da livelli diversi”. E la stessa norma – continua il documento – “prevede che per l’ utilizzo della PLE con metodi o condizioni di lavoro particolari, che non rientrino in quelli specificati dal fabbricante, l’utilizzatore deve ottenere l’approvazione del fabbricante stesso con delle linee guida specifiche”. Inoltre alcuni fabbricanti di piattaforme “prevedono tra le modalità di utilizzo la possibilità di effettuare lo sbarco in quota dalla piattaforma; a tale scopo forniscono una procedura puntuale con gli elementi minimali per garantire il rispetto delle norme in vigore in materia di lavoro in quota”.
Le linee guida, oltre a riportare i diversi “regimi di immissione sul mercato di piattaforme di lavoro elevabili”, indica che per un possibile utilizzo delle PLE per lo sbarco in quota, “la consultazione del libretto di uso e manutenzione, fornito a corredo della macchina, consente di definire le seguenti situazioni:

  1. esplicito divieto utilizzo per lo sbarco in quota esplicitato dal costruttore della macchina;
  2. nessun riferimento utilizzo per lo sbarco in quota esplicitato dal costruttore della macchina;
  3. procedura di lavoro, con definiti i limiti di impiego per un possibile utilizzo per lo sbarco in quota, redatta dal costruttore della macchina;
  4. assenza di libro di uso e manutenzione (macchine non marcate CE).

In ogni caso l’utilizzo di PLE per attività che prevedono lo sbarco in quota “non costituisce prassi ordinaria per l’esecuzione di lavori in elevazione, bensì costituisce una modalità di lavoro ammissibile solo per l’esecuzione di interventi di riparazione, manutenzione, ecc. che abbiano durata limitata nel tempo (non superiore a una giornata)”. Inoltre la possibilità di sbarco e reimbarco da posizioni diverse da quella di partenza “deve essere oggetto di una rigorosa e specifica valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro, che possibilmente deve coinvolgere il costruttore della PLE, che tenga conto delle caratteristiche tecniche dell’attrezzatura, delle condizioni del cantiere e della natura delle operazioni da svolgere”. E tale valutazione dei rischi deve considerare in particolare i seguenti fattori:

  1. modalità e tempi di trasferimento del lavoratore dalla piattaforma della PLE alla zona di sbarco;
  2. caduta di persone durante il trasferimento dalla piattaforma di lavoro alla struttura;
  3. caduta di attrezzature e/o materiali durante il trasferimento dalla piattaforma di lavoro alla struttura;
  4. movimento improvviso della PLE o della piattaforma di lavoro;
  5. carichi aggiuntivi imposti alla PLE, che potrebbero influenzare la stabilità o sovraccaricare la macchina;
  6. scarico improvviso dell’eventuale materiale trasportato;
  7. danni alla PLE o alla struttura di sbarco, causati da un movimento involontario della PLE;
  8. evacuazione dei lavoratori sbarcati in caso di emergenza.

E dunque all’esito della valutazione dei rischi “devono essere adottate misure tecniche e/o organizzative idonee a ridurre i rischi a livelli accettabili, redigendo una procedura operativa di sicurezza, da adottarsi da parte degli operatori sotto la supervisione di un preposto”.

In particolare:

  1. lo sbarco deve essere adeguatamente sicuro, mediante la protezione della zona di sbarco con mezzi di protezione collettiva o con la predisposizione di un punto fisso di ancoraggio o di una linea vita quali sistemi necessari per poter consentire al lavoratore di operare sempre in condizioni di sicurezza;
  2. l’abbandono della piattaforma deve essere effettuato in modo tale da non generare pericolosi effetti dinamici dovuti alla elasticità della struttura estensibile;
  3. il sistema anticaduta indossato dal lavoratore deve essere dotato di doppio cordino in modo da consentire al lavoratore di assicurarsi ai citati punti fissi di ancoraggio o alla linea vita prima di liberarsi dal punto di ancoraggio presente sulla piattaforma”.

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura integrale del documento!

Decreto n. 6551 – Linea guida uso delle piattaforme elevabili

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