I sistemi di protezione e di accesso negli scavi

Sono molti i materiali in rete che affrontano il tema della funzione e dell’importanza dell’uso corretto di parapetti, passerelle e scale nel comparto delle costruzioni. Ma spesso l’uso di queste attrezzature e sistemi di protezione sono trattati solo in relazione ad opere provvisionali come i ponteggi o al rischio di caduta nei lavori su coperture. Tuttavia parapetti, passerelle e scale sono soluzioni che possono essere utilizzate anche in relazione alle attività di scavo e, se installate o utilizzate correttamente, possono tutelare la sicurezza dei lavoratori impegnati nei lavori.
Per trattare questi sistemi di protezione e di accesso allo scavo segnaliamo la pubblicazione Inail “Riduzione del rischio nelle attività di scavo. Guida per datori di lavoro, responsabili tecnici e committenti”. Una pubblicazione che mette a disposizione degli operatori indicazioni e suggerimenti per prevenire e ridurre i rischi connessi alle attività di scavo.
L’uso dei parapetti negli scavi
Riguardo ai parapetti, il documento indica che in presenza di scavi profondi oltre 2 metri, “per evitare rischi di caduta dall’alto, si devono predisporre lungo i bordi dello scavo appositi parapetti, di altezza minima 1 metro, dotati di tavola ferma piede non inferiore a 20 cm. Lo spazio verticale tra la tavola fermapiede e il corrente superiore non deve superare i 60 cm”.
Si sottolinea poi che tali parapetti dovranno possedere “caratteristiche di resistenza all’appoggio e alla spinta accidentale da parte del personale, in modo da poter sopportare un carico di almeno 50 kg/mq”. Nel caso poi di scavi che rimangono aperti per lungo tempo occorre “prevedere parapetti robusti anche per le barriere a distanza, in quanto quelle ‘ottiche’, realizzate con reti o teli e picchetti, non offrono sufficienti garanzie di resistenza nel tempo perché si deteriorano facilmente a causa del vento e delle perturbazioni atmosferiche”.
Se gli scavi vanno sempre segnalati con segnaletica permanente, in presenza di persone o traffico, “il parapetto deve essere segnalato con nastro di colore rosso/bianco e con lampade elettriche durante la notte”.
L’utilizzo negli scavi di passerelle e rampe
Si segnala che le rampe di accesso e di uscita dallo scavo “devono essere realizzate secondo un progetto effettuato da un tecnico specializzato. Quando le rampe sono costruite con due o più elementi strutturali, gli stessi devono essere assemblati in modo da evitare movimenti o spostamenti che ne compromettono la stabilità”.
In ogni caso per rendere “possibile e sicuro l’attraversamento dello scavo o della trincea da parte dei soli lavoratori, occorre predisporre delle passerelle larghe almeno 60 cm”. Tuttavia quando le passerelle vengono utilizzate anche per il trasporto di materiale, “devono essere larghe minimo 120 cm. In tutti i casi devono comunque essere sempre dotate di parapetti e barriere ferma piede su entrambi i lati”.
Il documento ricorda che il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sicurezza) per le opere provvisionali di transito – passerelle, ponti, pedane, ecc. – prescrive all’art.112 che “devono essere allestite con buon materiale ed a regola d’arte, proporzionate ed idonee allo scopo; l’assenza di precise indicazioni costruttive comporta la necessità di effettuare specifici calcoli progettuali o di utilizzare attrezzature standardizzate, non essendo la bontà del materiale misurabile con considerazioni generiche di tipo qualitativo”.
Particolare attenzione va posta alle “specificazioni introdotte dal TU nell’Allegato XVIII circa la viabilità, che deve tenere conto di:

  1. buche o sporgenze pericolose;
  2. vie ed uscite di emergenza … sgombre;
  3. possibilità di evacuazione rapida e in condizioni di massima sicurezza;
  4. illuminazione di emergenza.

Il sollevamento di materiali dagli scavi
Con riferimento all’Allegato XVIII del TU, il documento Inail si sofferma, in conclusione, anche sul tema del sollevamento di materiali dagli scavi. Si indica che le incastellature per sostenere argani a mano od a motore per gli scavi in genere, “devono poggiare su solida ed ampia piattaforma munita di normali parapetti e tavole fermapiede sui lati prospicienti il vuoto”.
E le armature provvisorie “per sostenere apparecchi leggeri per lo scavo di pozzi o di scavi a sezione ristretta (arganetti o conocchie) azionati solamente a braccia, devono avere per base un solido telaio, con piattaforme per i lavoratori e fiancate di sostegno dell’asse dell’apparecchio opportunamente irrigidite e controventate. In ogni caso, quando i suddetti apparecchi sono installati in prossimità di cigli di pozzi o scavi, devono essere adottate le misure necessarie per impedire franamenti o caduta di materiali”.

Per approfondire l’argomento si rimanda alla lettura della pubblicazione Inail!

 Riduzione del rischio nelle attività di scavo

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